L’arte di Gaudenzio Ferrari
tra Novara e Varallo Sesia

interventi di Franco Giulio Brambilla, Raul Capra, Casimiro Debiaggi, Filippo Maria Ferro, Guido Gentile, Pier Giorgio Longo, Carlo Maria Scaciga
con un testo di Giovanni Testori
Interlinea, pp. 160, euro 15

Collana "I segni",24
isbn 978-88-6857-172-6

In occasione della rinnovata attenzione verso Gaudenzio Ferrari sono raccolti, su iniziativa dell’Associazione di Storia della Chiesa Novarese, interventi dedicati al pittore e scultore valsesiano del nostro Rinascimento pubblicati nel corso degli anni sulla rivista “Novarien.” e in edizioni collegate nel catalogo di Interlinea. Nato a Valduggia fra il 1475 e il 1480 e morto a Milano il 31 gennaio 1546, ha lasciato opere che arricchiscono il patrimonio della Diocesi di Novara, dal capoluogo a Varallo Sesia, i due luoghi di cui si occupano in particolare i testi qui proposti, fra la basilica di San Gaudenzio e il Sacro Monte ai piedi del Monte Rosa. Come ha scritto Giorgio Vasari nelle Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architetti del 1568, fu «pittore eccellentissimo, pratico et espedito, che a fresco fece per Milano molte opere… Lavorò ancora ad olio eccellentemente, e di suo sono assai opere a Vercelli et a Veralla molto stimate da chi le possiede». Giovanni Testori è stato tra coloro che hanno rivalutato, con una lettura artistica e letteraria insieme, Gaudenzio Ferrari e la sua capacità di rappresentare «un tremito lontano che si tramanda di generazione in generazione. Gli anni d’un paese; le antichità d’una valle; tempi e tempi di storia umana e dunque di sofferenza e di gioia». È la grande opera di Gaudenzio Ferrari di cui questo volume fa emergere alcuni degli aspetti principali, fra storia e arte.

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