Natale scapigliato
A cura di Giuseppe Iannaccone
Interlinea, pp. 176, euro 12
Collana "Nativitas", 67
 isbn 978-88-8212-813-5

Quale Natale al tempo del Risorgimento e dell’Unità d’Italia? Per poeti e scrittori scapigliati la festività sembra aver smarrito la propria originaria dimensione sacra trasformandosi in un frivolo rito della detestata borghesia, opulenta e individualista. In questa antologia alcuni dei più rappresentativi interpreti della Scapigliatura offrono una lettura anticonvenzionale del Natale: un documento venato di nostalgico rimpianto e spesso infarcito di vibrante polemica contro la perdita di autenticità di una festa degradata a liturgia conviviale e a sfoggio di inutili orpelli edonistici. Una testimonianza controcorrente valida ancora oggi. Testi di Ambrogio Bazzero, Camillo Boito, Corrado Corradino, Carlo Dossi, Ferdinando Fontana, Antonio Ghislanzoni, Olindo Guerrini, Carlo Malinverni, Giuseppe C. Molineri, Emilio Praga, Remigio Zena.
 

UN BRANO DEL LIBRO

CARLO MALINVERNI
La poesia del Natale

Ai diseredati

È Natale! Il panciuto e buon borghese
si strofina le mani e va in sollucchero,
i bimbi che l’aspettano da un mese,
sognando cose belle tutte zucchero, 

vanno in estasi intorno a un’imbandita
mensa ove c’è da mangiar per un anno;
non un pensiero a chi stenta la vita,
a quei che un bricciol di pane non hanno.

Chi ricorda quei poveri fanciulli,
lividi, macri, gialli ed affamati,
pei quali non vi son chicche e trastulli,
prole di paria e di diseredati?

Essi pure, nell’umida stanzetta,
avran sognato i doni del Natale...
Non han babbo, e la mamma, poveretta!
consuma e muor di tisi all’ospedale.

È Natale! S’accenda nel tinello,
sclama lieto e beato il grasso babbo,
presto s’accenda un vispo focherello;
fa freddo, figli miei, se non mi gabbo.

Fa freddo ed è Natale: Oh, bella cosa
il foco, le bottiglie ed i confetti,
nel tovagliolo la strenna nascosa,
del figlio primogenito i sonetti!

Oh, bella cosa il maraschin di Zara,
gli augurî ricambiati e il panettone,
e addormentarsi senza che un’amara
idea venga a turbar la digestione!

Sardanapalo! mentre tu ti sdrai
nella tua ignara e insolente agiatezza,
non odi i lunghi sbadigli ed i lai
della miseria? non ti fan tristezza? 

Non sai tu che metà della tua mensa
d’un giorno sfamerebbe per un mese
tanta gente che muore? Ah, il so, non pensa
a queste cose il panciuto borghese.

1878
 

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