Guido Petter

La prima stella. Valgrande '44
Con una nota di Mauro Begozzi

pp. 128, € 10, Isbn 978-88-8212-771-8

Riccardo, Marcello ed Emiliana si ritrovano tutte le sere con gli amici sul lungolago di Intra per chiacchierare e confrontarsi su idee e speranze. Ma siamo nell’estate del 1944 e la quotidianità per loro significa il coprifuoco, le ronde dei repubblichini, la preoccupazione e la paura per le nefaste conseguenze della guerra. Sui vicini monti della Valgrande avverrà, sotto gli occhi atterriti dei ragazzi, un’operazione di rastrellamento in grande stile compiuta da nazisti e fascisti per catturare i partigiani, tra i quali c’è Armando, fratello di Emiliana, e fare terra bruciata intorno a loro. Questi terribili avvenimenti, conclusi nel giugno 1944 dagli eccidi di Fondotoce e Baveno, porteranno Riccardo e Marcello a interrogarsi sui propri convincimenti e ideali e a porsi il problema di una scelta che sia in armonia con i valori in cui credono. L’autore del romanzo, Guido Petter, è stato partigiano in queste terre e ha dedicato tutta la vita ai giovani, come docente universitario e come scrittore.
 

UN BRANO DEL LIBRO
La luna, quasi piena ormai, era appena sorta di là dal lago, sopra Laveno, ma il cielo era ancora rosa a occidente, là dove il sole era tramontato dietro i monti della Valgrande. I ragazzi erano ormai quasi tutti alla loro panchina, sul lungolago, riparati dal lato della provinciale e della cittadina da folti cespugli di rose e oleandri. E chiacchieravano allegri, raccontandosi ciò che avevano fatto durante la giornata. «Chi riesce a vedere la prima stella?» propose a un tratto Emiliana. «Chi ci riesce? È una gara!» Tutti gli occhi si volsero in alto, verso il cielo che si stava scurendo. «E il premio, per chi la vede per primo?» chiese Riccardo. «Il premio? Si potrebbe…» «Il primo che vede una stella», intervenne Rosa, «e poi il secondo che ne vede un’altra, ecco, io propongo un bacio». Risatine sommesse accolsero la proposta, ma gli occhi di tutti erano ormai fissi al cielo.
 

L'AUTORE

Guido Petter, nato a Colmegna di Luino nel 1927, professore emerito di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, è stato partigiano nella 10ª brigata Garibaldi “Rocco”, che ha operato sui monti intorno al lago d’Orta e nel Vergante. Alla Resistenza ha dedicato il libro Ci chiamavano banditi (Giunti, Firenze 1995) in cui narra la sua esperienza partigiana, e altri libri destinati a preadolescenti o adolescenti: Una banda senza nome (ivi, 1996), Nel rifugio segreto (ivi, 1998), Sempione ’45. Il salvataggio della galleria (Interlinea, Novara 2006). Destinati invece agli insegnanti sono vari suoi libri di psicologia dello sviluppo o dell’educazione, come Dall’infanzia alla preadolescenza (Giunti, Firenze 1992), Problemi psicologici dell’adolescenza (La Nuova Italia, Firenze, 1990), Ragionare e narrare. Aspetti psicologici dell’insegnamento della storia (La Nuova Italia, Milano 2002), La narrativa a scuola. Il lavoro sul testo e l’incontro con l’autore (Erickson, Trento 2007), Ragione, fantasia e creatività nel bambino e nell’adolescente (Giunti, Firenze 2010), Il mestiere di insegnante. Aspetti psicologici di una delle professioni più interessanti e impegnative (ivi, 2006). È mancato il 24 maggio 2011, pochi giorni prima della commemorazione, che avrebbe dovuto tenere, dei martiri di Fondotoce, al centro del suo ultimo libro La prima stella. Valgrande ’44.
 

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