Risorgimento a Novara.
Lo sviluppo della città nell’Ottocento

a cura di Paolo Cirri
testi introduttivi di Alessandro Barbero
e Sebastiano Vassalli
pp. 184, € 30, isbn 978-88-8212-773-2
 

La scelta di realizzare un volume sulle vicende di Novara durante il Risorgimento, proprio in occasione del 150° anniversario dell’unità nazionale, è stata dettata dalla volontà di far prendere pienamente coscienza, una volta per tutte, non solo del ruolo fondamentale e indiscutibile avuto – dalla città, dal suo territorio e dalle personalità da essi espresse – nella costruzione della nuova Italia, ma anche di come questo periodo coincida con il decisivo salto di qualità di Novara da semplice borgo, pur capoluogo amministrativo-militare, a vero centro urbano motore di attività commerciali e produttive, di crescita edilizia, sede di istituti di istruzione e luogo di promozione sociale e culturale.
Si può veramente affermare che la città di oggi non è altro che l’evoluzione, il frutto dello sviluppo di quella impostata con spirito d’iniziativa, lungimiranza, senso del bene comune, impegno e sacrificio dai nostri concittadini di allora, nessuno escluso.
Per fornire un quadro che fosse il più completo possibile, si è chiesto il contributo di alcuni fra i migliori studiosi specializzati ciascuno nella ricerca su singoli aspetti della storia cittadina. L’ambito di approfondimento è concentrato sulla città di Novara, mentre gli estremi di studio sono stati convenzionalmente fissati nel 1815 (fine dell’epoca napoleonica e inizio della Restaurazione) e nel 1870 (presa di Roma).
Con più di 100 immagini a colori e in nero, un’opera fondamentale nella libreria di tutti i novaresi.

UN BRANO DEL LIBRO

Sette furono i novaresi che seguirono Garibaldi nella sua impresa più famosa, la spedizione dei Mille. Qualcuno dice che furono dieci, perché in quella spedizione c’erano anche tre volontari di Vercelli, e perché Vercelli, allora, faceva parte della provincia di Novara.
Si tratta, come ognuno vede, di un ragionamento meschino. Lasciamo a Vercelli ciò che è di Vercelli, e diamo a Novara ciò che è di Novara. I suoi volontari garibaldini, che furono sette.
Sette eroi di cui oggi si è persa la memoria, quasi del tutto.
Loro invece, i sette garibaldini novaresi, diedero un pezzo delle loro vite per unire l’Italia e per far nascere questo nostro povero Stato, così diverso e lontano dai sogni d’allora. Uno dei sette, Costantino Pagani da Borgomanero, la vita la diede tutta intera, per l’Italia. Morì nella battaglia di Calatafimi, il 15 maggio 1860. Aveva ventitré anni.

  

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