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Titos Patrikios
La casa e altre poesie
con testo greco a fronte
a cura di Nicola Crocetti
Premio festival di poesia civile “città di Vercelli”
pp. 64,
€
12, isbn 978-88-8212-713-8
«Come ha scritto Filippomaria Pontani, per
Patrikios la poesia è soprattutto “testimonianza, rimedio all’oblio,
inesausta esortazione al ricordo dei compagni uccisi, della barbarie
vissuta e mai del tutto debellata, del dolore che non solo lui […] ma
tutta una generazione, un popolo, un mondo hanno patito, seppure a vari
gradi di coinvolgimento, di consapevolezza, di indignazione”.
La memoria è per il poeta l’unico antidoto all’orrore sempre incombente,
un rifugio amaro e nel contempo ineludibile per l’uomo contemporaneo. E
il giudizio sulla storia, dice il poeta, dev’essere spietato: “Dobbiamo
giudicare anche il giudice”. Di qui il suo sguardo critico sul mondo.
Anche se, come afferma, “nessun verso può rovesciare i regimi”, memore
della lezione di Ritsos granitica rimane la sua fede nella poesia, cui è
demandato il compito, passando in rassegna il passato, di cercare
risposte “a domande non ancora fatte”, e di vigilare sull’inconsapevole
scialacquìo di quelle conquiste che hanno richiesto tanti sacrifici e
tanto sangue. In questo filone della memoria si inserisce l’opera più
recente di Patrikios, La casa (2009). Si tratta di un poemetto in sei
parti di struttura narrativa ma dal ritmo accentuatamente poetico, dove
la rievocazione della casa in cui il poeta ha abitato dai dodici anni è
il pretesto per ripensare con il distacco della maturità gli
sconvolgenti eventi politici e sociali che ha vissuto la Grecia per
lunghi decenni del secolo scorso, e che hanno drammaticamente segnato
più di una generazione, ma soprattutto il poeta, che ne è stato
testimone e protagonista» (dalla presentazione di Nicola Crocetti).
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