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Vera deve morire

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Vera deve morire
titolo Vera deve morire
autore
argomento Letteratura Poesia italiana
collana Lyra, 72
serie Lyra giovani, 4
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 64
pubblicazione 2018
ISBN 9788868571665
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«Strappami la lingua madre poi / avvicina la tua bocca alla mia, / amplificami i lamenti» invita Julian Zhara dal suo locale alla Giudecca dove impasta la lingua della comunicazione quotidiana e della sua formazione (l’italiano) con quella dell’infanzia e dell’inconscio (l’albanese). Il giovane poeta all’esordio distilla «parole semplici, poche, dentro la bocca / come il picchiettìo del rubinetto / chiuso male» e sotto un titolo shakespeariano racconta «il nostro sogno vile: / amarci senza dolore». È un diario teso e palpitante di un amore maledetto che non finisce bene, vissuto e descritto con una temperatura stilistica altissima, quasi febbricitante, che al di là del finale drammatico irretisce il lettore fin dall’appello d’esordio: «ma adesso mi ascolti!»

 

Biografia dell'autore

Julian Zhara

Poeta, performer, organizzatore di eventi culturali, Julian Zhara è nato a Durazzo (Albania) nel 1986. Si trasferisce in Italia nel 1999. Ha all’attivo una pubblicazione in plaquette: In apnea (Granviale, 2009). Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013). Dal 2012 lavora col compositore Ilich Molin. Nel 2014 partecipa con un progetto di spoken music a Generation Y, evento sulla poesia ultima, a cura di Ivan Schiavone, al MAXXI. Sempre con lo stesso progetto, è presente nell’omonimo documentario andato in onda su Rai 5. Dal 2013 al 2016, cura assieme a Blare Out il Festival di poesia orale e musica digitale Andata e Ritorno e per Ca’ Foscari un ciclo di presentazioni e convegni. Nel 2016 gli viene assegnato il Premio Internazionale di poesia “Alfonso Gatto” per i giovani, cura la direzione artistica del festival di poesia Flussidiversi/9 e nello stesso anno presenta la sua ricerca in due università oltre a molti festival italiani. Sue poesie sono presenti in blog e riviste specializzate nonché in La poesia italiana degli anni Duemila (Carrocci, 2017) di Paolo Giovannetti. Nel 2018 esce per Interlinea il suo primo libro di poesie: Vera deve morire. Vive, lavora e scrive a Venezia.

Rassegna stampa per Vera deve morire

Da "Il Fatto quotidiano", Veronica Tomassini su "Vera deve morire" di Julian Zhara
Da "La Lettura - Corriere della Sera", Franco Manzoni su "Vera deve morire" di Julian Zhara
Da "La Nuova di Venezia e Mestre", Roberto Lamantea, su "Vera deve morire" di Julian Zhara

Notizie che parlano di: Vera deve morire

«Strappami la lingua madre poi / avvicina la tua bocca alla mia», invita Julian Zhara dal suo bar alla Giudecca dove impasta la lingua della quotidianità (l’italiano) con quella dell’inconscio (l’albanese).

Eventi collegati a Vera deve morire

Museo Leone, il 27.10.2018 alle ore 16.30, via Verdi 30, Vercelli
Libreria della Poesia, il 22.09.2018 alle ore 11.00, Corso Vittorio Emanuele II, 44 , Pordenone (PN)
San Lunardo, il 07.07.2018 alle ore 18.00, piazza della Dogana, Portogruaro (VE)
Bar Mileschi, il 04.07.2018 alle ore 21.00, via Giacomo Matteotti 73, Montecchio Maggiore (VI)
Libreria Marco Polo-S. Margherita, il 21.05.2018 alle ore 18.00, Dorsoduro 2899, Venezia
Salone internazionale del Libro di Torino, il 13.05.2018 alle ore 15.30, Lingotto, via Nizza 280, Sala della Poesia, Torino

Nella lingua dei tuoi antenati
la parola amore se esiste è letteraria,
in mezzo ai campi si fa altro, in amore
è la patata che si squaglia, un raccolto
impazzito, è in amore un uomo che sbanda,
il bestiame che non obbedisce

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