Paola Loreto

In quota

Interlinea, pp. 112, euro 12

Collana "Lyra", 44
Isbn 978-88-8212-834-0

Finalmente una raccolta di poesie sulla montagna. In quota è un libro originale che viene a colmare un vuoto nella letteratura contemporanea, perché è al tempo stesso un libro di poesia e un libro sulla montagna. Non è facile conciliare l’esperienza della montagna con la capacità di esprimere i suoi significati nella scrittura poetica: In quota è scritto dal punto di vista di chi le montagne le sale, ma ne fa anche l’oggetto di una meditazione sul senso dell’ascensione/ascesi e sulle suggestioni di un paesaggio che sa essere infinitamente dolce e invitante, ma anche erto, aspro, inquietante, impietoso. Nelle parole di Enrico Camanni: «Si fa presto a dire montagna, e a scrivere di vette cieli e nevi incantate, ma per passare dalla retorica alla poesia serve verità, ed è un mestiere difficile. La salita verso la cima è fatta di luci e ombre, felicità e ansia, incanto e delusione. Proprio come la vita vera, e i suoi misteri». In quota è il racconto di una voce femminile, estranea all’attrazione agonistica e competitiva per la scalata e sensibile all’incontro con il corpo fisico della montagna, in un desiderio di simbiosi e di recuperata armonia tra corpo e mente che è a tratti nostalgico e a tratti soddisfatto, esaudito. La raccolta si suddivide in più parti, nelle quali prevalgono di volta in volta una visione più corale (Ai Tezzi), il confronto diretto col corpo della montagna (A te), l’allusione a una storia d’amore (Libro di Tobia), e la contemplazione – quasi un rituale di lode – di vari scenari naturali in vari momenti del giorno e della stagione (Libro delle ore).  Il potere simbolico delle immagini, dei suoni, degli odori della montagna e delle sensazioni della salita è un riverbero costante e li trasforma in materia letteraria.
 

L'AUTRICE

Paola Loreto è nata a Bergamo, insegna Letteratura Angloamericana all’Università di Milano. Ha pubblicato L’acero rosso (Crocetti, Milano 2002, premio Tronto 2003), Addio al decoro (LietoColle, Faloppio 2006, premio Calabria-Alto Ionio 2007), La memoria del corpo (Crocetti, Milano 2007, premio Alpi Apuane 2008), una silloge di poesie sulla montagna (premio Benedetto Croce 2003), la plaquette Spiazzi dell’acqua (Pulcinoelefante, Osnago 2008), la silloge Transiti (in Almanacco dello Specchio 2009, Mondadori, Milano 2010), la silloge Conoscenza della neve (in “Poesia”, 267, 2012) e numerosi testi in rivista (“Il segnale”, “ClanDestino”, “Ciminiera”, “La mosca di Milano”, “La colpa di scrivere”) e in volumi collettanei. Suoi testi sono stati tradotti in inglese e spagnolo. È stata poète en residence al Centre de Poésie et Traduction della Fondation Royaumont (Parigi). Ha curato il Lucania Poesia Festival (2005 e 2008). Fa parte delle giurie del premio San Pellegrino, premio Città di Legnano-Giuseppe Tirinnanzi e del premio Subway-poesia. Traduce i poeti americani. Come studiosa è autrice di tre libri sulla poesia di Emily Dickinson, di Robert Frost e di Derek Walcott. Ha tradotto Emily Dickinson, William Carlos Williams, Richard Wilbur, Philip Levine, Charles Simic, A.R. Ammons e Amy Newman. Collabora a “Poesia” e a varie riviste di studi americani italiane e straniere.
 

UN BRANO DEL LIBRO

Aria fina

 

Inizia l’altra stagione, quella

in cui salgo a San Vigilio

e penso una poesia.

Guardo fuori e vedo dentro.

Le case sul colle stan mute.

Parla la voce.

Vedrai cosa dice.

 

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