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Alberto Toscano
Critica amorosa dei francesi
Presentazione di Corrado Augias
pp. 232, € 14, isbn 978-88-8212-779-4
Questo libro, che ha provocato in Francia commenti molto favorevoli
dall’insieme dei media e soprattutto da “Le Monde” e “Le Figaro”, smonta
uno per uno i vecchi stereotipi che i francesi hanno su se stessi e
cerca di dimostrare ai nostri cugini d’Oltralpe che si sentiranno molto
meglio il giorno in cui smetteranno di credersi “eccezionali”. Da «la
cucina francese è la migliore al mondo» alla fierezza di considerarsi
«la patria dei diritti umani», da «Parigi, capitale mondiale» al mito
della galanteria francese, i francesi coltivano una raffica di luoghi
comuni di cui spesso si nutrono e talvolta si colpevolizzano. Che cosa
vuol dire essere la patria dei diritti umani in un’epoca in cui molti
politici promettono di dar la caccia agli immigrati? Con capitoli su
Zidane e la finale dei mondiali contro l’Italia, Carla Bruni e Cesare
Battisti. Un libro intelligente e divertente.
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L'AUTORE
Alberto Toscano, nato a Novara nel 1948, è stato negli anni settanta
assistente di storia contemporanea alla facoltà di Scienze politiche
dell’Università Statale di Milano (presso cui si era laureato nel 1973)
ed è stato dal 1975 al 1982 ricercatore dell’Ispi – l’Istituto studi di
politica internazionale di Milano – e redattore, in tale veste, del
settimanale “Relazioni Internazionali”. Redattore e inviato speciale del
settimanale “Rinascita” e del quotidiano “L’Unità” nel periodo
1982-1986, è divenuto in seguito corrispondente dalla Francia e inviato
speciale per l’Europa di vari media italiani, tra cui “ItaliaOggi” e
“Panorama”. Presidente dell’Associazione stampa estera in Francia nel
periodo 1996-1998, è dal 2000 presidente del Club de la presse
européenne (associazione di corrispondenti europei a Parigi). è membro
del Consiglio superiore delle lingue del ministero francese
dell’Educazione nazionale, dell’Ufr (Unità di formazione e ricerca) di
lingua italiana della Sorbona e del consiglio d’amministrazione
dell’Unione della stampa francofona. è stato nominato cavaliere della
Repubblica francese.
UN BRANO
DEL LIBRO
Gli Champs-Elysées non saranno «la più bella strada del mondo», ma il
loro charme è indiscutibile. Uno charme che deriva da una curiosa e
seducente alchimia alla parigina, di cui la bellezza non è l’elemento
fondamentale. Parliamoci chiaro. Come si può dire che gli Champs-Elysées
siano più belli di arterie come (tanto per fare un esempio francese) la
Promenade des Anglais di Nizza? Se un giorno qualcuno avesse l’idea
(stupida) di organizzare un concorso tra tutte le città del mondo per
definire qual è l’arteria urbana più bella, la Francia potrebbe farsi
rappresentare più utilmente dai viali che fiancheggiano la Senna o da
tante altre sue bellissime strade. Questo, però, non toglie nulla al
fascino di Parigi. Anzi, i francesi e i parigini farebbero un gran passo
avanti se smettessero di essere vittime del luogo comune in base a cui
nessuna via del pianeta Terra può essere più bella dei Campi Elisi. Con
tanti saluti dal Canal Grande, dove il francese François Pinault ha
scelto di scommettere su palazzo Grassi.
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