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Islam Samhan Per la prima volta viene tradotto in Occidente il libro sottoposto a fatwa di Islam Samhan, il poeta giordano condannato a morte «per aver viaggiato nelle metafore», come scrive Valentina Colombo, che qui lo propone in Italia con il testo originale a fronte: «il labbro inferiore è più bello del viso / di un dio / che si pavoneggia della sua saggezza». In questo libro uno dei più promettenti poeti del mondo arabo contemporaneo ha scritto poesie d’amore che talvolta ricordano e ricalcano alcune sure del corano o si rivolgono a Dio stesso: per questo Samhan è stato incarcerato e messo sotto processo. «A chi porti la rosa? / la tua innamorata verrà portata via dal bombardamento di qui a poco / diventerà una manciata di polvere / non rischiare la vita in nome dell’amore!»
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Islam Samhan nasce nel novembre
del 1981 ad Amman e attualmente lavora come giornalista al quotidiano
indipendente giordano “Arab al Yawm”. Ha pubblicato la sua prima raccolta
di poesie, Leggiadra come un’ombra, nel marzo 2007 dopo essere
stato autorizzato dal Dipartimento della stampa e delle pubblicazioni; il
gran mufti di Giordania però ha giudicato i suoi versi contro l’Islam e,
in seguito alle sue dichiarazioni, sia il Dipartimento della stampa che i
Fratelli musulmani hanno chiesto che il libro venisse confiscato e il
poeta punito. Queste la difesa di Islam Samhan: «La mia raccolta di poesie
non voleva insultare l’islam. Ho incluso versetti coranici solo in senso
metaforico. La letteratura e la poesia sono passibili di diverse
interpretazioni e le persone che sono contro la libertà di espressione li
hanno interpretati in senso letterale. Sono convinto che la campagna
contro di me serva solo a bloccare la creatività dei poeti e degli
scrittori giordani. La libertà d’espressione è sancita dalla nostra
costituzione, ma a quanto pare dovrò pagare per essermi preso la libertà
di esprimere le mie idee in versi!» |
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(Islam Samhan, A chi porti la rosa?, traduzione di Valentina Colombo, Interlinea)
“Passio”, in collaborazione con Interlinea, propone un evento di portata internazionale: lunedì prossimo 15 marzo alle 20,45 al Conservatorio di Novara Islam Samhan, il giovane poeta giordano condannato a morte per i suoi versi, tradotti per la prima volta in Occidente dalla casa editrice novarese, legge i suoi testi. Samhan è stato accusato dalle autorità islamiche di essere «un apostata e un nemico della religione» per aver scritto rime d’amore che in alcuni casi ricordano o ricalcano sure del Corano, mentre in altri si rivolgono a Dio stesso. Per questo motivo il 21 giugno scorso il tribunale, con grande esultanza degli estremisti islamici, ha condannato Islam a un anno di reclusione e a un’ammenda di 10 000 dinari giordani (circa 10 000 euro): «Il poeta purtroppo non è stato né la prima né sarà l’ultima vittima della censura islamica, ma grazie alla scelta coraggiosa di Interlinea, il lettore italiano potrà leggere i suoi versi nella versione originale potendone ammirare l’intensità e la bellezza», come scrive la traduttrice Valentina Colombo cui si deve il merito di aver scoperto questo caso letterario internazionale con l’edizione di Interlinea della raccolta di poesie A chi porti la rosa? (nella collana “Lyra” che ha già accolto premi Nobel come Seamus Heaney). Valentina Colombo interverrà con il poeta e l’editore Roberto Cicala nell’incontro di lunedì alle ore 20,45 in Conservatorio; nella stessa mattinata l’autore arabo incontrerà gli studenti delle scuole superiori al liceo Antonelli e, successivamente, in Prefettura incontrerà i giornalisti per una conferenza stampa.
DICONO DI ISLAM SAMHAN الشاعر اسلام سمحان لقاء ام بي سي
RASSEGNA
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