Franco Loi

I niül

Nota di Stefano Verdino

Interlinea, Collana "Lyra", 43

pp. 64, euro 12, isbn 978-88-8212-833-3

Franco Loi, superato il traguardo degli ottant'anni, rivive il profondo legame con la sua città, Milano, e con un'Italia in crisi, con la consapevolezza del disagio dell'uomo contemporaneo ma anche con una indistruttibile speranza nel futuro: «Ah Italia scunda, che nissün pö vêd, / Italia che laura e se despera, / Italia sensa gloria e sensa mêd, / tèra d'un diu scundü sensa paüra, / mì te cunussi e cerchi el giüss del crêd / che tègn insèma i gent denter la scüra» (Ah Italia nascosta, che nessuno può vedere, / Italia che lavora e si dispera, / Italia senza gloria e senza possedimenti, / terra d'un dio nascosto senza paura, / io ti conosco e cerco il succo del credere / che tiene insieme le genti dentro l'oscurità).

L'AUTORE

Franco Loi è nato a Genova nel 1930 da padre sardo e madre colornese (Pr) ma dal 1937 vive a Milano e ne ha adottato il dialetto. Critico letterario per "Il Sole-24 Ore", ha lavorato alla Mondadori e in poesia si è affermato con le raccolte Stròlegh (Einaudi, 1975) e L'angel (San Marco dei Giustiniani, 1981 e Mondadori, 1994). Si segnalano inoltre Liber (Garzanti, 1988), Isman (Einaudi, 2002), Aquabella (Interlinea, 2004), Album di famiglia (Lietocolle, 2005), Voci d'osteria (Mondadori, 2007), Angel del aria (Aragno, 2011). Nel 2010 è uscita presso Garzanti la sua autobiografia, Da bambino il cielo.
 

UN BRANO DEL LIBRO

Ìn niul rösa cun di buff de scür
ch'j passa su Milan nel scend la sera...
Ìn niul ch'j sparìss int un fàss ciar
- se sent bujà un quaj can nel fàss de cera
i tecc luntan di câ, rümur se sfànn...
e drè d'un quaj barcun quajvün fa lera,
dü tri bagaj, 'na balla, el ferr d'un tram...
'Me che patiss ne l'òm la luntanansa!
Cume patìss la vita nel tran tran!
Che bèla sera! 'Me taja 'l cel la ransa
che fa vegnì süj câ quèl rìdd legger
e a l'umbra di purtun la lüna dansa
tra quèl tasè di üsèj ch'j par penser.

 

Sono nuvole rosa con sbuffi di scuro / che passano su Milano nel scendere la sera... / Sono nuvole che spariscono in un chiarore / - si sente abbaiare qualche cane nel farsi di cera / i tetti lontani delle case, rumori si smorzano... / e dietro un qualche balcone qualcuno canticchia, / due tre bambini, una palla, il ferro d'un tram... / Come patisce nell'uomo la lontananza! / Come patisce la vita nella monotonia dei giorni! / Che bella sera! Come taglia il cielo la falce / che fa venire sulle case quel ridere leggero / e all'ombra dei portoni la luna danza / tra quel tacere d'uccelli che sembrano pensieri.
 

RASSEGNA STAMPA

Annarita Briganti, Loi tra le nuvole "Conto le stelle nel cielo di Milano",
"La Repubblica", 18 marzo 2012

Giovanni Tesio, Loi, c'è una luce lassù fra le nuvole,
"La Stampa-Tuttolibri", 10 marzo 2012
 

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