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Aquabella

Aquabella
titolo Aquabella
autore
argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Poesia in dialetto
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
collana Lyra, 18
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 96
pubblicazione 2004
ISBN 9788882124359
 
10,00
 
Il titolo di questa nuova raccolta di Franco Loi, pur riferendosi a una località di Milano cara al poeta, è un simbolo: «L'acqua bella è anche quella che mi ha investito in questi ultimi tempi. e forse per tutto il corso della mia esistenza: quest'ultimo periodo è semmai segnato dalla consapevolezza di questa continuità», come confessa l'autore su queste nuove poesie (costituite da immagini di città, dolore, male, ricordi, natura, energia delle cose e preghiere) che sono il proseguimento di L'angel Isman e sul titolo Aquabella aggiunge: «Potrebbe anche essere l'acqua della poesia che, in fondo, come attestano molti poeti, è acqua purificante».
 

Biografia dell'autore

Franco Loi

Franco Loi è nato a Genova nel 1930 da padre sardo e madre colornese (PR) ma dal 1937 è vissuto a Milano adottandone il dialetto. Critico letterario per “Il Sole 24 Ore”, ha lavorato alla Mondadori e in poesia si è affermato con le raccolte Stròlegh (Einaudi, 1975) e L’angel (San Marco dei Giustiniani, 1981 e Mondadori, 1994). Si segnalano inoltre Liber (Garzanti, 1988), Isman (Einaudi, 2002), Aquabella (Interlinea, 2004), Album di famiglia (Lietocolle, 2005), Voci d’osteria (Mondadori, 2007), Angel del aria (Aragno, 2011), I niül (interlinea, 2012). Nel 2010 è uscita presso Garzanti la sua autobiografia, Da bambino il cielo. Franco Loi muore il 4 gennaio 2021.

Notizie che parlano di: Aquabella

«Oh Dio, come lontani camminano gli uomini! / come lontano il filo del tuo chiamare! / L’acqua cresce e cresce quell’oscurità della notte / che fa morire la vita nella vita»

Û traversâ la tèra e sun vegnü
là due l’aqua se ciama malattia
nel sangh giald de la vita e de la mort
che fiàdum scund ne l’aria al vêl di öcc...
Uh Diu, cume luntan camina j òmm!
cume luntan el fil del tò ciamà!
L’aqua la crèss e crèss quèl scür de nott
che fa murì la vita ne la vita.

Ho attraversato la terra e son venuto / là dove l’acqua si chiama malattia / nel sangue giallo della vita e della morte / che rifiatiamo nascosti nell’aria al velo degli occhi... / Oh Dio, come lontani camminano gli uomini! / come lontano il filo del tuo chiamare! / L’acqua cresce e cresce quell’oscurità della notte / che fa morire la vita nella vita.

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