Aquabella

Aquabella
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Il titolo di questa nuova raccolta di Franco Loi, pur riferendosi a una località di Milano cara al poeta, è un simbolo: «L'acqua bella è anche quella che mi ha investito in questi ultimi tempi. e forse per tutto il corso della mia esistenza: quest'ultimo periodo è semmai segnato dalla consapevolezza di questa continuità», come confessa l'autore su queste nuove poesie (costituite da immagini di città, dolore, male, ricordi, natura, energia delle cose e preghiere) che sono il proseguimento di L'angel Isman e sul titolo Aquabella aggiunge: «Potrebbe anche essere l'acqua della poesia che, in fondo, come attestano molti poeti, è acqua purificante».
 

Biografia dell'autore

Franco Loi

Franco Loi
Franco Loi è nato a Genova nel 1930 da padre sardo e madre colornese (PR) ma dal 1937 è vissuto a Milano adottandone il dialetto. Critico letterario per “Il Sole 24 Ore”, ha lavorato alla Mondadori e in poesia si è affermato con le raccolte Stròlegh (Einaudi, 1975) e L’angel (San Marco dei Giustiniani, 1981 e Mondadori, 1994). Si segnalano inoltre Liber (Garzanti, 1988), Isman (Einaudi, 2002), Aquabella (Interlinea, 2004), Album di famiglia (Lietocolle, 2005), Voci d’osteria (Mondadori, 2007), Angel del aria (Aragno, 2011), I niül (interlinea, 2012). Nel 2010 è uscita presso Garzanti la sua autobiografia, Da bambino il cielo. Franco Loi muore il 4 gennaio 2021.

Notizie che parlano di: Aquabella

«Oh Dio, come lontani camminano gli uomini! / come lontano il filo del tuo chiamare! / L’acqua cresce e cresce quell’oscurità della notte / che fa morire la vita nella vita»

Û traversâ la tèra e sun vegnü
là due l’aqua se ciama malattia
nel sangh giald de la vita e de la mort
che fiàdum scund ne l’aria al vêl di öcc...
Uh Diu, cume luntan camina j òmm!
cume luntan el fil del tò ciamà!
L’aqua la crèss e crèss quèl scür de nott
che fa murì la vita ne la vita.

Ho attraversato la terra e son venuto / là dove l’acqua si chiama malattia / nel sangue giallo della vita e della morte / che rifiatiamo nascosti nell’aria al velo degli occhi... / Oh Dio, come lontani camminano gli uomini! / come lontano il filo del tuo chiamare! / L’acqua cresce e cresce quell’oscurità della notte / che fa morire la vita nella vita.

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