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De André il corsaro: a Novara un incontro per riscoprire il mondo poetico e umano di Faber

Recensione di: De André il corsaro
14.09.2026
De André il corsaro

Da "Novaratoday", su De André il corsaro di Giovanni Cerutti.

«Un'immagine che definisce la scelta di percorrere la “cattiva strada” come spazio al riparo dal potere, al servizio degli ultimi e con un'etica profondamente anarchica»


De André il corsaro

di Giovanni A. Cerutti, Fernanda Pivano, Cesare G. Romana e Michele Serra

editore: Interlinea

pagine: 96

La cattiva strada «luogo deputato di un’etica corsara, porto franco dove il potere non arriva» (Cesare G. Romana), è quella che Fabrizio De André scelse di percorrere per farsi poeta dei diseredati, puro anarchico, «perché l’anarchico deve cominciare con l’essere buono: ecco queste illusioni molto ottocentesche di credere ancora che c’è qualcuno buono. Fabrizio era un buono, accidenti se era buono» (Fernanda Pivano). Il suo carisma nasceva dall’unicità e dalla lontananza, quasi che le sue canzoni e la sua voce venissero da un altrove. La voce, soprattutto, «costruita attorno alla pronuncia precisa delle parole, attorno all’amore per la parola» (Michele Serra), era ciò che lo rendeva straordinario, anche più delle scelte musicali e degli argomenti di cui cantava.

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