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Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)

Libri di letteratura italiana e straniera, poesia italiana, straniera e in dialetto, saggistica letteraria, saggistica di letteratura per l'infanzia, lingue e linguistica, teatro, epistolari, memorie e biografie, romanzi, classici della letteratura e novità: scopri il nostro catalogo

Teatro II: drammi borghesi, frammenti di commedie e sceneggiature

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: XCVI + 712

Il volume raccoglie le prime due commedie verghiane, risalenti al periodo fiorentino, I nuovi tartufi e Rose caduche, insieme agli abbozzi delle opere teatrali non compiute e a quanto ci è giunto delle sceneggiature cinematografiche. Se i frammenti delle opere teatrali attestano un costante scambievole rapporto tra novellistica e teatro, la collaborazione con la nascente industria cinematografica offre una ulteriore testimonianza della concezione profondamente sperimentale che Giovanni Verga ebbe dell’arte.  

La traduzione del testo poetico

Tra XX e XXI secolo

a cura di Franco Buffoni

editore: Interlinea

pagine: 440

I maggiori autori e studiosi della traduzione letteraria sono raccolti in un libro di riferimento a cura di Franco Buffoni, tra i massimi esperti del settore a livello europeo. Da Bonnefoy e Sanesi a Bacigalupo, Magrelli e Gardini, sono messi in luce i diversi aspetti del tradurre, nell’idea che occorra comprendere e monitorare «il concetto di costante mutamento e trasformazione che è delle lingue e della traduzione, come metafora del nostro esistere».  

Eulin

Storie di donne e di lino

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 264

Il lino è un tessuto dalla storia lontanissima in cui le donne hanno avuto un ruolo cruciale. Le origini risalgono a oltre 30 000 anni fa. Nell’antico Egitto il lino era largamente usato per abbigliamento, lenzuola e bende funerarie, simboleggiando purezza e status sociale. Il lino, fibra europea per eccellenza, è anche al centro della nascita delle corporazioni nelle Fiandre e delle lotte delle tessitrici in Irlanda. Ma anche negli ultimi decenni questo tessuto è tornato ad essere molto richiesto nella moda e nell’arredamento, anche per una questione di attenzione alla sostenibilità e alla qualità del prodotto, legato a una tradizione antichissima. È una lunga storia che in questo libro viene raccontata come un romanzo illuminando in particolare le figure di donne che nel lino hanno riconosciuto sempre il simbolo della loro grazia.In collaborazione con Linificio e Canapificio Nazionale, con edizione francese promossa da Terre de Lin.

De André il corsaro

di Giovanni A. Cerutti, Fernanda Pivano, Cesare G. Romana e Michele Serra

editore: Interlinea

pagine: 96

La cattiva strada «luogo deputato di un’etica corsara, porto franco dove il potere non arriva» (Cesare G. Romana), è quella che Fabrizio De André scelse di percorrere per farsi poeta dei diseredati, puro anarchico, «perché l’anarchico deve cominciare con l’essere buono: ecco queste illusioni molto ottocentesche di credere ancora che c’è qualcuno buono. Fabrizio era un buono, accidenti se era buono» (Fernanda Pivano). Il suo carisma nasceva dall’unicità e dalla lontananza, quasi che le sue canzoni e la sua voce venissero da un altrove. La voce, soprattutto, «costruita attorno alla pronuncia precisa delle parole, attorno all’amore per la parola» (Michele Serra), era ciò che lo rendeva straordinario, anche più delle scelte musicali e degli argomenti di cui cantava.

Eravamo felici per sbaglio

di Maddalena Bergamin

editore: Interlinea

pagine: 160

E se la felicità fosse soltanto il frutto di un abbaglio, di un errore di visione? Con questo libro, Bergamin cerca di andare al fondo di questa domanda, per dare voce alla vita come «fraintendimento». Un campione di calcio che tenta il suicidio, uno studente «assente», bambini trasformati in adulti e altri personaggi, decisamente reali, trovano nella poesia l’opportunità di opporsi al chiacchiericcio dei più, alla vacuità delle esistenze sempre impegnate altrove, vacanti in una festa di illusioni, di rituali vuoti. La poesia diventa allora il solo mezzo per dare testimonianza: «per altro tempo l’altra faccia della gioia / per più dolore servirà più memoria».

Edera e altre vergogne

di Leonardo Fortino

editore: Interlinea

pagine: 80

Edera e altre vergogne è una raccolta poetica che attraversa il corpo e il paesaggio e, con un linguaggio scarno e simbolico, comunica al lettore un senso di desolazione e rigoglioso straniamento. Le tre sezioni che la compongono sono le tappe di un percorso poetico che, partendo dalla campagna piemontese (Eufe), passa a memorie urbane e ancora rurali (Nach Canossa), raggiungendo infine una dimensione esposta, carnale (Altre vergogne). Una incessante tensione tra il fascino della morte e il totale abbandono del corpo alla natura: «primavera vesti gatte-albero di foglie, i boschi / ma le foglie si / denudano ciondolando per le strade / i collant».  

Bella ciao

Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze

di Cesare Bermani

editore: Interlinea

pagine: 112

Dalla lotta delle donne iraniane contro il regime degli Ayatollah alla Rivoluzione degli ombrelli di Hong Kong, da Occupy Wall Street alle piazze dei giovani dei “Fridays for future”, Bella ciao è diventata l’espressione musicale per eccellenza delle lotte per la libertà ed è tornata a essere una canzone dei giovani, anche grazie anche al successo della serie Netflix La casa di carta. Ma le sue origini sono a lungo rimaste sconosciute, con vere e proprie fake news che negano il suo legame con la lotta partigiana. Il maggiore storico della cultura orale, Cesare Bermani, ricostruisce l’avventura di questo canto popolare «così amato da chi vuole la libertà».

La casa dell’amico

Quaderno africano

di Biancamaria Travi

editore: Interlinea

pagine: 200

«La casa dell’amico non è mai lontana» dice un proverbio africano. Molti sono infatti gli amici che accolgono, ascoltano e aiutano l’autrice durante la sua esperienza in Togo, dove insegna francese e latino tra il 1981 e il 1983, cercando con grande sensibilità di comprendere la realtà che la circonda, non solo con l’intelligenza ma anche con il cuore, e narrandola in queste pagine attraverso le persone incontrate e i momenti vissuti, anche se «lo straniero conosce solo quello che vede» e «vede solo quello che conosce». Un libro che può essere letto come «una storia della lotta, mai trionfante, contro il sentimento della “diversità”» (Cesare Segre). «Poche volte mi è accaduto di leggere, sul continente nero, pagine così asciutte e così vere» (Lorenzo Mondo).

Virgilio è urgente

Lettori moderni dei classici

di Roberto Andreotti

editore: Interlinea

pagine: 256

In che senso Virgilio può essere definito urgente? E poi, sarebbe urgente soltanto Virgilio o anche gli altri classici, sempre che vengano letti e riletti a certe condizioni? Le risposte il lettore dovrà trovarle da sé attraversando le pagine di questo piccolo libro sulla letteratura classica, che nasce da una scommessa editoriale: quella di impaginare le recensioni riservate agli autori greci e latini senza soluzione di continuità con quelle dei classici moderni e soprattutto con quelle dei loro “colleghi” attuali, promuovendo la frizione tra antico e contemporaneo. Perché, come scrive l’autore, «è solo il contemporaneo che può generare domande nuove e incalzanti da porre ai libri degli antichi, senza per questo trascurarne la drammatica alterità».

I miei Natali Regency

di Jane Austen

editore: Interlinea

pagine: 176

250 anni fa, pochi giorni prima di Natale, il 16 dicembre 1775, nasceva Jane Austen, penultima di otto figli, una delle più famose scrittrici inglesi, antesignana del genere romance oggi tanto di moda. Per lei il 25 dicembre resterà sempre un momento magico, grazie anche alla sua grande famiglia che si riuniva in quel periodo concentrando incontri e visite. Le lettere alla sorella Cassandra, vicina d’età, testimoniano sentimenti e attese durante le feste, tra giochi, segreti, banchetti e balli. Un’antologia dei suoi romanzi propone pagine indelebili su questi pranzi con tacchino e pudding al centro e sui lavori che richiedeva l’organizzazione. Con illustrazioni originali d’epoca, a cura di Linda Poncetta.Con illustrazioni d’epoca.

La croce sui girasoli

Diario di un cappellano sul fronte russo

di Aldo Del Monte

editore: Interlinea

pagine: 304

«C’è un campo di girasoli, poi c’è un’altura sempre battuta dal vento; ecco, appena a valle, c’è il cimitero» ricorda il cappellano militare Aldo Del Monte nel suo tragico diario della ritirata di Russia durante l’ultima guerra, uno dei più intensi della nostra letteratura accanto al Sergente nella neve di Rigoni Stern e alle Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi. Al giovane reduce, rimasto ferito gravemente, un medico prescrive di consegnare alla scrittura l’angoscia di quell’esperienza nel «vallone della morte», per tentare di liberarsene. E lo pubblica pochi mesi dopo la fine della guerra. Don Aldo, nato a Montù Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia del secondo conflitto mondiale, sarà amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento del Concilio Vaticano II; trascorre gli ultimi anni nel pae­se di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore e dal 2005 riposa nel cimitero dell’abbazia benedettina dell’isola di San Giulio a Pella, in riva al lago d’Orta. In questo libro ci fa comprendere perché «gli uomini hanno avuto paura di quell’ora che batteva sulla steppa» dove su molti di quei settantacinquemila morti ora «veglia una croce gigantesca levata sui girasoli» condividendo con noi, ieri come oggi, «lo sforzo di trovare – anche in mezzo alla burrasca – qualche raggio di luce». Nuova edizione con le lettere di guerra dell’autore e presentazione del generale Francesco Paolo Figliuolo. Nuova edizione con le lettere di guerra dell’autore, presentazione del generale Francesco Paolo Figliuolo, con una lettera di Don Carlo Gnocchi

Terra d’acque

Novara, la pianura, il riso

di Sebastiano Vassalli

editore: Interlinea

pagine: 152

Uno scrittore racconta se stesso e i luoghi a lui più cari. Le sue storie ripercorrono momenti significativi della storia, dal Seicento della Chimera e della caccia alle streghe, all’Ottocento risorgimentale, fino a tempi a noi più vicini, con un ricordo personale del 25 aprile 1945. L’inventore del gorgonzola, il bandito Caccetta (il don Rodrigo della bassa), l’architetto Antonelli, il poeta “babbo matto” Campana, l’esploratore Ferrandi... sono i personaggi che, grazie alla scrittura di Sebastiano Vassalli (1941-2015), rivivono nella città e nella pianura ai piedi del monte Rosa, dove regna il “riso amaro” di Silvana Mangano, simbolo della fine della civiltà contadina.

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