fbevnts Libri di Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) - Interlinea edizioni
Vai al contenuto della pagina

Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)

Libri di letteratura italiana e straniera, poesia italiana, straniera e in dialetto, saggistica letteraria, saggistica di letteratura per l'infanzia, lingue e linguistica, teatro, epistolari, memorie e biografie, romanzi, classici della letteratura e novità: scopri il nostro catalogo

Teatro II: drammi borghesi, frammenti di commedie e sceneggiature

di Giovanni Verga

editore: Interlinea

pagine: XCVI + 712

Il volume raccoglie le prime due commedie verghiane, risalenti al periodo fiorentino, I nuovi tartufi e Rose caduche, insieme agli abbozzi delle opere teatrali non compiute e a quanto ci è giunto delle sceneggiature cinematografiche. Se i frammenti delle opere teatrali attestano un costante scambievole rapporto tra novellistica e teatro, la collaborazione con la nascente industria cinematografica offre una ulteriore testimonianza della concezione profondamente sperimentale che Giovanni Verga ebbe dell’arte.  

La traduzione del testo poetico

Tra XX e XXI secolo

a cura di Franco Buffoni

editore: Interlinea

pagine: 440

I maggiori autori e studiosi della traduzione letteraria sono raccolti in un libro di riferimento a cura di Franco Buffoni, tra i massimi esperti del settore a livello europeo. Da Bonnefoy e Sanesi a Bacigalupo, Magrelli e Gardini, sono messi in luce i diversi aspetti del tradurre, nell’idea che occorra comprendere e monitorare «il concetto di costante mutamento e trasformazione che è delle lingue e della traduzione, come metafora del nostro esistere».  

Questa mia bassa (e altre terre)

di Cesare Angelini

editore: Interlinea

pagine: 101

Più che un libro di viaggio, Questa mia Bassa è un atto d’amore verso la terra, la memoria e l’anima dei luoghi. Nelle pagine di Cesare Angelini la Bassa pavese, la Lomellina, l’Oltrepò e molte altre terre d’Italia e non solo si trasformano in paesaggi dello spirito, dove storia, natura, arte e fede si intrecciano in una prosa di straordinaria eleganza. Tra risaie, castelli, santuari, città e ricordi d’infanzia, l’autore restituisce il volto autentico di un mondo ricco di umanità e cultura. Emerge uno scrittore ancora vivo nel suo radicamento alla piccola patria padana, amata però di un amore inclusivo che abbraccia anche Torino, la Romagna di Renato Serra, naturalmente Assisi (il cristianesimo di Angelini è francescano naturaliter), spingendosi sino a Napoli. Un capitolo a parte riguarda la Terrasanta, in cui la sua biblica simpatia per gli ebrei fratelli maggiori va a braccetto con quella per gli altri fratelli in Abramo, i musulmani. Parole da rileggere, da tenere con sé, antidoto ai troppi rancori che intristiscono la vita.In occasione del cinquantesimo dalla morte e a 140 anni dalla nascita di Cesare Angelini.

Quaderni montaliani 6

rivista: Quaderni montaliani

pagine: 196

Sull’eco del centenario di Ossi di seppia, tre contributi analizzano risvolti meno esplorati del libro come il “sommerso” testuale, l’architettura sonora e le risonanze musicali. Segue un’indagine sulla persistenza di Irma Brandeis come lato oscuro del personaggio di Clizia, insieme a un esame tra macrotesto e varianti per Fuori di casa. Il fascicolo si completa con una nuova selezione di inediti per l’epistolario del poeta, il significativo vis-à-vis di Umberto Fiori, un documentato studio di contesto sulla genesi della Primavera hitleriana, nonché con il nuovo, prezioso aggiornamento della bibliografia montaliana.Hanno collaborato a questo numero: Maria Silvia Assante, Carlo Danelon, Umberto Fiori, Roberto Leporatti, Quinto Marini, Giovanni Palmieri, Monica Schettino, Paolo Senna, Enrico Testa.TESTIMonica Schettino, Due lettere e due biglietti di Eugenio Montale a Raul Radice (1925-1975) SAGGI E NOTERoberto Leporatti, Confessioni e turbamenti: sulla parte sommersa di Ossi di seppia 1925 Enrico Testa, L’architettura sonora di Ossi di seppia 1925. Appunti Maria Silvia Assante, Gli Ossi musicali: suggestioni debussiste, una noticina filologica e un prestito pucciniano Giovanni Palmieri, Il lato oscuro di Clizia nei versi di Montale Quinto Marini, «Mai lo vidi più bello e prepotente…» Immagini da Primavera hitleriana nella lettera di un allievo ufficiale Carl o Danelon, Appunti sul macrotesto e le varianti di Fuori di casa Umberto Fiori, I miei Montale BIBLIOGRAFIA MONTALIANA 2017-2018 a cura di Paolo Senna Notizie sugli autori

Vita mia

di Giovanni Tesio

editore: Interlinea

pagine: 96

«Dormono le parole dentro i libri» scrive Giovanni Tesio. Scritti in piemontese, questi versi che escono per gli 80 anni dell'autore affondano le radici nella lingua della memoria e dell'appartenenza, ma parlano a ogni lettore oltre i confini geografici e culturali, dimostrando tutta la libertà possibile dentro il campo ben perimetrato del sonetto, dimostrazione di un'ulteriore fedeltà, alla letteratura innanzi tutto. I testi di Vita mia si muovono tra i grandi temi dell'esistenza: il tempo e la memoria, il silenzio e la verità, la fragilità del corpo e la tenacia dell'anima. «Mi piace scrivere di cose piccole e nude / che sono come le campane del mezzogiorno / che ascolto con una gioia che non so dire» confida commosso in un testo che pizzica la corda dei sentimenti più sinceri. Nelle pagine di questa raccolta risuonano inoltre l'amore per la bellezza, la passione civile, il senso del limite e una mai spenta sete di conoscenza.Più il tempo passa, sembra dirci, più cresce l'amore per la vita e per la parola che la racconta. Per questo il miglior modo di festeggiare gli ottant'anni dell'autore è affidarsi alla sua stessa voce che continua a parlarci con una vitalità intatta, anche se tutto ciò che si scrive in dialetto è come «le fior d'un mond përdù».

Le carte di Don Mimì Domenico Rea negli archivi italiani

Autografo 75

rivista: Autografo

pagine: 240

Manoscritti, dattiloscritti annotati, lettere, appunti, ritagli e materiali di lavoro: le carte di Domenico Rea restituiscono il laboratorio di uno degli scrittori più originali del Novecento italiano. Attraverso i documenti conservati negli archivi (Centro Manoscritti di Pavia, Archivio di Stato di Torino, Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, Fondazione Mondadori, Gabinetto Vieusseux, Fondazione La Quadriennale di Roma, Università degli Studi di Salerno, Centro Studi Michele Prisco, Archivio Guida Editori), questo volume segue il percorso creativo dell’autore, illuminando la genesi delle opere, le relazioni intellettuali, il dialogo costante con la realtà sociale e culturale del Mezzogiorno. Ne viene fuori un’indagine su testimonianze edite e inedite che consente di ricomporre itinerari di scrittura, vicende editoriali e reti di relazioni culturali, aprendo nuove prospettive di lettura sull’opera e sulla figura dello scrittore di Nofi.SommarioAvvertenza dei curatoriPremessa di Franco ContorbiaSAGGIPasquale Sabbatino, Calvino e Rea: rapporti editoriali e dialogo sulla narrativa nella corrispondenza dal 1953 al 1955 Clara Allasia, «Un gomitolo di vere PAROLE»: la corrispondenza fra Italo Calvino e Domenico Rea (1955-1972) Gianni Turchetta, «Non posso scrivere romanzacci»: don Alberto e altri editori nelle carte della Fondazione MondadoriGianfranca Lavezzi, L’amara pietà di Ritratto di maggio in una recensione inedita di Franco AntonicelliSilvia Zopp i Garampi, Rea e il «toscano napoletanizzante» Betocchi attraverso il loro carteggio Nicoletta Trotta, «Ancora una volta ti ho scelto a mio confidente»: Domenico Rea nel carteggio con Luigi SantucciLaura Cannavacciuolo, «È più forte di me questo male di scrivere». Le lettere di Domenico Rea a Libero De LiberoVincenzo Salerno, Le carte di Domenico Rea poeta nell’archivio dell’Università degli Studi di Salerno Lucilla Lijoi, Il taccuino del 1946. Appunti di uno «scrittore di provincia» Margherita De Blasi, Domenico Rea nell’epistolario di Michele PriscoSara Stifano, «La Guida fu un sogno più che una programmazione»: Domenico Rea e la Saletta rossa negli anni sessantaINEDITI E RARILe lettere di Pomilio a Rea al Centro Manoscritti a cura di Vincenzo CaputoTre lettere a Domenico Rea dagli amici Luigi Santucci, Luigi Compagnone e Maria Corti a cura di Nicoletta Trotta ARCHIVIO DELLA MEMORIALucia Rea, Domenico Rea mio padreINSERTO FOTOGRAFICO ABSTRACTS Pubblicazioni del Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Domenico Rea

Geografie della fame

Questione alimentare e letteratura (1834-1901)

di Elisa Chiocchetti

editore: Interlinea

pagine: 352

La questione del ventre e della fame, nel secondo Ottocento, diventa uno dei temi privilegiati con cui la letteratura italiana interpreta la modernità. Attraverso un metodo interdisciplinare che intreccia storia dell’alimentazione, inchieste sociali e analisi letteraria, il volume ricostruisce il dialogo tra scienze, società e varie forme narrative durante il periodo dell’unificazione nazionale (1834-1901). Organizzata secondo una duplice chiave di lettura ambientale e geografica – città/campagna, Nord/Sud – l’indagine passa in rassegna autori afferenti a diverse aree: dai rusticali del Lombardo-Veneto agli scapigliati, dai veristi alle voci del realismo napoletano. Emerge una rilettura originale della produzione letteraria di fine secolo, nella quale il paradigma alimentare non solo diventa un modo per comprendere le trasformazioni storiche e culturali dell’Italia unita, ma aiuta a delineare il ritratto dell’homo edens, figura moderna identificabile dalla qualità e dalla quantità del cibo che consuma.

Pensare e narrare le nuove forme del lavoro

Nuova corrente 177

rivista: Nuova Corrente

pagine: 128

Questo numero di “Nuova corrente” affronta il tema del lavoro come una delle categorie decisive della modernità: non soltanto attività produttiva, ma forma di esperienza attraverso cui si trasformano soggettività, tecnica e rapporti sociali. I contributi qui raccolti – che spaziano dalla filosofia alla teoria critica e alla letteratura – interrogano il Novecento e il presente: dalla mobilitazione totale teorizzata da Jünger alla riflessione di Benjamin sulla tecnica, dalla crisi dell’utopia socialista nella DDR alle più recenti scritture working class e al capitalismo digitale. Al centro emerge la trasformazione dell’esperienza moderna e contemporanea: precarietà, accelerazione, prestazione permanente, dissoluzione delle identità stabili. Ne risulta una mappa teorica e narrativa delle tensioni del nostro tempo, là dove il lavoro diventa il luogo in cui si misurano libertà e dominio, produzione ed esistenza, emancipazione e alienazione. Sommario Micaela Latini e Gabriele Guerra, Premessa. Il lavoro e le sue metamorfosi Ubaldo Fadini, Le stanchezze contemporanee e l’orizzonte narrativo Valentina Serra, Le «bestie del proletariato». Rappresentazioni zoomorfe del lavoro nella Repubblica di Weimar Maurizio Guerri, La guerra come «tradimento della tecnica». Su Walter Benjamin ed Ernst Jünger Raul Calzoni, Dalla fabbrica al palcoscenico: il lavoro come simbolo e utopia nella letteratura della DDR Giorgio Fazio, Il significato politico della nuova letteratura working class. Il caso Didier Eribon Daniele Balicco, Ribellarsi è giusto. Normazione digitale e pirateria: la lotta di classe nell’era del dark web   Abstracts Notizie sugli autori

Letture boiardesche

Inamoramento de Orlando. Libro I

a cura di Cristina Montagnani, Elisa Curti, Elisabetta Menetti, Giovanna Rizzarelli

editore: Interlinea

pagine: 400

Perché proporre una lettura continuata e integrale dell’Inamoramento de Orlando che, per la sua struttura entrelacée, pare prestarsi poco e male a questo esperimento? L’avventura, affascinante quanto perigliosa, ha preso avvio nel 2023 grazie all’iniziativa di Elisa Curti, Elisabetta Menetti, Cristina Montagnani e Giovanna Rizzarelli. Se è vero che quasi mai un canto corrisponde a un’unità narrativa compiuta, ragionare di nuovo sulle chiuse e sugli attacchi dei canti ha permesso di approfondire la dimensione dinamica della narrazione boiardesca, individuando simmetrie e corrispondenze, anche numeriche, sinora sconosciute. Sono state inoltre affrontate zone del poema, specie quelle epiche, ancora quasi incognite: si pensi alle battaglie campali e soprattutto ai duelli singolari, di cui alcuni dei close reading qui pubblicati mostrano l’attenta e raffinata costruzione. Il risultato forse più importante che emerge da questa lettura del I libro riguarda gli elementi strutturali di ampia estensione, che sono stati indagati più volte alla ricerca di un’architettura sottesa all’impalcatura del poema. Lo stadio in cui Boiardo ha lasciato la sua opera non consente di formulare ipotesi a questo riguardo: al momento dell’interruzione la rete delle avventure è larghissima, il poema si espande solo orizzontalmente. Ma le letture qui raccolte offrono qualche risposta e non poche novità.

Quaderni borromaici 13

Saggi, studi, proposte

rivista: Quaderni Borromaici

pagine: 244

Anticipo che ho sempre cercato, nella mia vita di studioso e di accademico, di onorare, con l’impegno, il privilegio concessomi – immeritato come ogni privilegio – di essere entrato nella vita universitaria a Pavia, attraverso l’Università che era stata di Cesare Beccaria; e di esservi entrato, in contemporanea, dimorando per sei anni preziosi nel «Palazzo per la Sapienza» (così ebbe a chiamarlo il Vasari), fatto costruire a Pellegrino Tibaldi da san Carlo per farne l’Almo Collegio Borromeo: il più antico collegio universitario italiano. E dunque, in tal modo, per così dire passando anche attraverso il capitolo XXII dei Promessi sposi, dove appunto di quel Collegio si parla – per dire che «porta ancora il nome del loro casato» – presentando la figura eccelsa del cardinal Federigo, il primo studente e più tardi cardinale milanese e fondatore, quattrocento anni or sono, della Biblioteca Ambrosiana. Mario Pisani   Sommario   Giorgio Mariani, Cesare Angelini a cinquant’anni dalla morte Alberto Lolli, Gli anniversari non contano   Saggi Giovanni Caravaggi, Un antico omaggio poetico a santa Caterina da Siena (Valencia 1499) Samuele Esposito, The protection of the culpability principle as a pillar of criminal lawsecundum constitutionem Andrea Gamberini, Non solo «paesaggi di madreperla». Giuseppe Didone e la pittura di figura tra naturalismo e tecniche fotografiche Paolo Zoboli, La poesia, la più divina creatura di Dio: l’ultimo Mario Novaro (1939-1944)                                                                                                                  Elisa Avella, Sulle traduzioni delle Fleurs du mal di Giovanni Raboni: tra teoria e stile Edoardo Foppiani, «Elli givan dinanzi, e io soletto di retro». Considerazioni sui rapporti tra Stazio, Virgilio e Dante Michele Ferrando, Kierkegaard di Adorno. Adorno con Kierkegaard Rachele Oggionni, Educazione linguistica democratica tra principi e pratiche: un’indagine sulla scuola dell’infanzia e del primo ciclo in Italia Giacomo Minuto, Miscele di gas ecosostenibili per il rivelatore di particelle PICOSEC-Micromegas Emanuele Di Martino, Neurobiologia e Talking Cure: una prospettiva neuropsicoanalitica   Scaffale borromaico Francesco Meriggi, Nel 65° anniversario del raid Pavia-Oxford compiuto dagli “Argonauti” o “Magnifici sette” del Collegio Borromeo (1961-2026) Daniele Nizzola, Costantino Marini, ovvero lo studio e la guerra di un Borromaico   Bancarella borromaica Filippo Capobianco, Le supernove non fanno rumore e tu tossisci a teatro? (Micael Boccato) Gianmarco Gronchi, Liminal Fiorucci. Dieci anni di moda e arte a Milano (Sabrina Grassi) Mauro Campello, L’undicesimo gioco (di Abulafia) (Riccardo Gabriele Maria Barera) Paolo Geraci, Loano isola del Ponente. Variazioni su un tema di Alford. Storia, racconti e curiosità (Claudio Bellinzona)

Eulin

Histoires de femmes et de lin

di María Josefina -Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 264

Le lin est une fibre dont l’histoire remonte à la nuit des temps et dans laquelle les femmes ont joué un rôle crucial. Ses origines datent d’il y a plus de 30 000 ans. Dans l’Égypte antique, le lin était largement utilisé pour les vêtements, les draps et les bandelettes funéraires, symbolisant la pureté et le statut social. Fibre européenne par excellence, le lin est également au cœur de la naissance des corporations dans les Flandres et des luttes des tisserandes en Irlande. Au cours des dernières décennies, ce tissu est redevenu très prisé dans la mode et la décoration d’intérieur, porté par un intérêt croissant pour la durabilité et la qualité, tout en restant lié à une tradition millénaire. C’est cette longue épopée que ce livre retrace, à la manière d’un roman, en mettant particulièrement en lumière ces figures de femmes qui ont toujours vu dans le lin le symbole de leur propre grâce.Édition promue par Linificio & Canopificio nazionale e Terre de Lin.

In novanta minuti

Storie di calcio e di vita

di Gian Luca Favetto

editore: Interlinea

pagine: 136

Lo sport, e soprattutto il calcio, non può fare a meno del racconto. Il raccontare è la continuazione del calcio con le parole, e anche in questo caso, oltre alla voce e alla penna, ci vogliono muscoli e fiato. Ecco allora la storia del grande Torino, «che si tiene su grazie ai calci dati a un pallone e a una tragedia», la Juventus eterna, la storia vera dell’Ajax, i segreti dei portieri, Zinedine Zidane, «che con il pallone fra i piedi è stato a volte arte, a volte cinema e quasi sempre grande calcio», la finale della prima coppa dei campioni nel 1956 perché «prima è arrivato il pallone e poi l’Europa», Germania 2006, con la faccia di Rino Gattuso che «ormai è letteratura».  

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.