Uno specchio" disse con voce fioca; quindi fece una pausa e ripeté più distintamente: "Uno specchio? Per Natale? Assolutamente no!"
"E perché no?" esclamò il negoziante. "Perché non uno specchio?"
Markheim lo osservava con un'espressione indefinibile. "Mi domanda perché no?" fece. "Ma come, guardi qui... guardi dentro... si guardi! Le piace quel che vede? No! E... non piace a nessuno".
L'ometto aveva fatto un balzo indietro quando Markheim così di botto gli aveva messo davanti lo specchio; ma ora, intuendo che non era il caso di aspettarsi il peggio, sogghignò. "La natura, signore, deve essere stata ben poco generosa con la sua futura sposa" disse.
"Io le chiedo" fece Markheim "un regalo di Natale e lei mi dà questa... questa dannata memoria degli anni, dei peccati e delle follie... questa coscienza da toilette! L'ha fatto intenzionalmente? Aveva un piano? Me lo dica. È meglio per lei se me lo dice. Avanti, mi parli di lei. Avanzo un'ipotesi, allora, che lei sia segretamente un uomo molto generoso?"
Il negoziante osservò attentamente il suo compagno. Era molto strano, non sembrava che Markheim stesse ridendo; sul suo volto c'era come un impaziente barlume di speranza, ma nessuna traccia di allegria.
"Dove vuole arrivare?" domandò il negoziante.
"Non generoso?" ribatté l'altro cupo. "Non generoso, non devoto, non scrupoloso; poco affettuoso, non amato; una mano per far soldi, una cassaforte per custodirli. Tutto qui? Dio mio, amico, è tutto qui?"
"Glielo dico io che cos'è" prese a dire il negoziante in tono un po' brusco e poi soffocò nuovamente una risata. "Ma vedo che si tratta di una vera storia d'amore e che ha già brindato alla salute della signora".
Ah!" esclamò Markheim, stranamente incuriosito. "Ah, è stato innamorato? Mi racconti".
"Io" esplose il negoziante "io innamorato! Non ne ho mai avuto il tempo e tantomeno ho il tempo oggi per tutte queste sciocchezze. Le interessa lo specchio?"
"Che fretta c'è?" rispose Markheim. "È molto piacevole stare qui a chiacchierare e la vita e così breve e precaria che non vorrei perdermi alcun piacere... nemmeno un piacere da poco come questo. Faremmo meglio invece ad aggrapparci, aggrapparci al poco che abbiamo, come un uomo sull'orlo di un burrone. Ogni secondo è un burrone, se ci pensa bene, un burrone alto un miglio, alto quanto basta, se vi precipitiamo, per cancellare in noi ogni traccia di umanità. Quindi è meglio chiacchierare piacevolmente. Parliamo di noi stessi, l'uno all'altro: perché indossare questa maschera? Confidiamoci. Chi lo sa, potremmo diventare amici".
"Ho solo questo da dirle" fece il negoziante. "O compra qualcosa o esce dal mio negozio!"
"Giusto, giusto" ribatté Markheim. "Basta con queste idiozie. Passiamo agli affari. Mi mostri qualcos'altro".
Potete leggere tutta la storia in Markheim di Robert Louis Stevenson (pp. 40, euro 5,16).
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Letture sotto l'albero/1 Robert Louis Stevenson: una scelta pericolosa del regalo di Natale
Notizia pubblicata il 01/12/2006
Letture sotto l'albero/1 Robert Louis Stevenson: una scelta pericolosa del regalo di Natale
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