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Arpad Weisz: eroe tragico del calcio italiano vinse scudetti, morì dimenticato ad Auschwitz

25.01.2020
Da "TuttoLibri", Paolo Brusorio su "L'allenatore ad Auschwitz" di Giovanni Cerutti

« Ci sono storie il cui racconto non dovrebbe mai esaurirsi. Per il potere che hanno di scavare nella memoria e fissare punti cardinali capaci di resistere al tempo. Perchè il tempo, di queste storie, è stato il peggior nemico, si è dilatato così tanto da sconfinare nell'oblio, un mostro capace di inghiottire gli uomini e le loro tragedie. Quella di Arpad Weisz è una di queste: tornata a agalla grazie alla capacità e alla volontà di pochi è diventata una storia per molti »

L’allenatore ad Auschwitz

Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager

di Giovanni A. Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 128

L’ungherese Árpád Weisz, tra i più grandi allenatori degli anni trenta, colui che introdusse per primo gli schemi nel campionato italiano, fu commissario tecnico dell’Inter (dove scoprì Giuseppe Meazza) ma anche del Novara e del Bologna, fino all’espulsione dall’Italia, in seguito alle leggi razziali, e alla tragica fine nel lager di Auschwitz. La sua vicenda ha tratti non comuni che meritano di essere approfonditi. Queste pagine illuminano il periodo italiano ricostruendo con precisione il ruolo che ebbe Weisz nello sviluppo del “sistema”, che in quegli anni stava mutando definitivamente la fisionomia del calcio sullo sfondo dell’affermazione del professionismo. Una testimonianza e una riflessione sull’eredità della shoah e sull’importanza della memoria, che coinvolge nel dramma anche lo sport.

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