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Etnapolis: l’eccitazione del consumo che nasconde la precarietà dell’esistenza

Recensione di: Suite Etnapolis
03.06.2020
Da "Strisciarossa", Tommaso Meozzi su Suite Etnapolis di Antonio Lanza

«Le immagini di lunghe file davanti ai supermercati ci sono ormai diventate familiari, eventi sicuramente dettati, all’inizio dell’emergenza Coronavirus, dalla paura per un futuro incerto, ma anche da un’inquietudine più profonda. L’atto di “acquistare” è infatti, nelle nostre città, parte di una vera e propria liturgia, elemento fondamentale nella vita quotidiana di molte persone. La minaccia di una chiusura dei supermercati è percepita, in questa prospettiva, come un attacco non solo alla vita materiale ma anche a quella psicologica, spirituale degli individui. È questa dimensione spirituale, liturgica del consumo che indaga Antonio Lanza in Suite Etnapolis, mostrandone al tempo stesso il rovescio: la religione del sorriso, della rimozione del dolore, nasconde dietro le quinte storie di precarietà, di umiliazione, ferrei rapporti di potere»

Suite Etnapolis

di Antonio Lanza

editore: Interlinea

pagine: 128

Quando la poesia nasce da un centro commerciale.

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