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Il violino di Eva, vittima di Auschwitz. Così la musica sopravvive all'orrore

Recensione di: Il violino di Auschwitz
23.01.2018
Da "La Repubblica" - Torino, Gian Luca Favetto, su Il violino di Auschwitz di Anna Lavatelli

«Una storia vera, tanto bella e triste che è struggente leggerla, ma pure un gran piacere. Una storia che viaggia e fa viaggiare fra Torino e Auschwitz; una storia che dagli anni Quaranta del secolo scorso arriva ai giorni nostri. È fatta di felicità e dolore. Di musica e sogni».

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 88

Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera.

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