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La Befana? È esistita davvero, era una “cromera”

Recensione di: In cammino
06.01.2026
In cammino

Da "La Stampa" Luigi Grassia su In cammino di Anna Maria D'Ambrosio

«La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte…». Ma perché ha le scarpe rotte? Perché con quelle scarpe lei ha camminato tantissimo. Il fatto è che la Befana, con il suo cesto sulle spalle pieno di doni per i bambini, incarna un personaggio reale del passato. È la trasfigurazione di una “cromera”, un termine scomparso assieme al mestiere a cui si riferiva: le cromere erano un esercito di donne che si spostavano di paese in paese, e di fattoria in fattoria, facendo le venditrici ambulanti, e vendendo (spesso) cose di prima necessità, perché non solo nel Medioevo, ma persino ai primi del Novecento, i negozi ben forniti di merci non si trovavano ovunque – anzi, erano piuttosto rari – e le fiere periodiche non bastavano a rimediare a questa mancanza. Una cromera/Befana carica di oggetti utili era ovunque la benvenuta.

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In cammino

Antenati nomadi, migranti, girovaghi e itineranti

di Anna Maria D'Ambrosio

editore: Interlinea

pagine: 232

Molto prima che i nostri emigranti sognassero la Merica, si registrava in questa parte di mondo, ora chiamata Italia, la presenza diffusa di uomini, donne e bambini in cammino. Chi erano questi antenati nomadi, migranti, girovaghi e itineranti? Eterni poveri, in prevalenza contadini. Con ogni mezzo, lasciavano il loro paese per tentare altrove la sorte. Chi vendeva la forza delle proprie braccia, chi mercanzie o spettacolo di strada e chi non aveva niente da vendere. Erano braccianti, mondariso, spazzacamini, ambulanti, orsanti, cantastorie, burattinai, vagabondi e camminanti. Una population flottante di antico regime di cui si sta perdendo la memoria, anche per la mancanza di una documentazione scritta, poiché questi poveri erano analfabeti. In cammino racconta la maestria di ogni singolo mestiere e l’attitudine alla mobilità dei nostri antenati quale unica risorsa per sfuggire alla miseria.

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