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Maria Borio e la trasparenza incagliata

Recensione di: Trasparenza
13.07.2019
Da "L'Azione", Elisabetta Monti su Trasparenza di Maria Borio

«La formula del libro racchiude una sintesi tra il puro e l’impuro, tra il tempo dell’uomo e il tempo del digitale, filtrato da una tecnologia asettica e invadente, dove tra vero, verosimile e falso è improbabile fare una cernita, come tra l’uomo in carne ed ossa e lo schermo vicino e distante nel quale appare una fi gura, o tra la velocità della vista e una prospettiva schiacciata che non percepiamo senza la terza dimensione.»

Trasparenza

di Maria Borio

editore: Interlinea

pagine: 144

La «trasparenza» del titolo è la sintesi tra ciò che è puro e ciò che è impuro nel mondo. È una sintesi creata dal mondo digitale in cui viviamo, liquido e trasparente: un grande vetro attraverso cui traspaiono, mescolati, il puro e l’impuro, l’uomo con la sua natura da una parte e la tecnologia senza ruoli dall’altra. E se nella dimensione digitale tutto è interscambiabile, resta la scrittura a trovare le differenze tra noi e il mondo.

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