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Premio Rèpaci, "baruffe" fra i giurati

Recensione di: Dolore minimo
23.06.2019
Da "La Nazione, Viareggio", su Dolore minimo di Giovanna Cristina Vivinetto.

«Selezionate le terne dopo animate discussioni. Opera prima: vince la Vivinetto. [...] Il Premio Viareggio è da sempre caratterizzato da uno spirito indomito, a tratti contraddittorio e in ogni caso sempre coraggioso - continua Mei -; il lavoro della giuria ha selezionato una rosa di scrittori che saranno testimoni e fotografi dei prossimi anni del Paese: dagli occhi attenti degli in-tellettuali, possiamo imparare a dare interpretazioni nuove alla realtà».

Dolore minimo

di Giovanna Cristina Vivinetto

editore: Interlinea

pagine: 148

Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere, per la prima volta in Italia, il muro del silenzioso tabù culturale. La giovane autrice racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di caso letterario dell’anno. «Quando nacqui mia madre / mi fece un dono antichissimo. / Il dono dell’indovino Tiresia: / mutare sesso una volta nella vita», narra Giovanna Cristina Vivinetto, che, in questo dirompente diario in versi, confessa: «non mi sono mai conosciuta / se non nel dolore bambino / di avvertirmi a un tratto / così divisa. Così tanto parziale».

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