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Quei mille destini spezzati, ecco come ricordarli

23.01.2020
Da "Famiglia cristiana", Fulvia Degli Innocenti su "L'allenatore ad Auschwitz" di Giovanni Cerutti

«L'allenatore ad Auschwitz (Interlinea) parla di Àrpàd Weisz, allenatore ebreo naturalizzato italiano, che è stato il primo a vincere uno scudetto a soli 34 anni e un Campionato di serie A a girone unico con due squadre diverse, l'Intemazionale Ambrosiana e il Bologna, il primo a scoprire il talento del diciassettenne Pepìn Meazza. Fu deportato e morì nel lager, il 31 gennaio 1944»

L’allenatore ad Auschwitz

Árpád Weisz: dai campi di calcio italiani al lager

di Giovanni A. Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 128

L’ungherese Árpád Weisz, tra i più grandi allenatori degli anni trenta, colui che introdusse per primo gli schemi nel campionato italiano, fu commissario tecnico dell’Inter (dove scoprì Giuseppe Meazza) ma anche del Novara e del Bologna, fino all’espulsione dall’Italia, in seguito alle leggi razziali, e alla tragica fine nel lager di Auschwitz. La sua vicenda ha tratti non comuni che meritano di essere approfonditi. Queste pagine illuminano il periodo italiano ricostruendo con precisione il ruolo che ebbe Weisz nello sviluppo del “sistema”, che in quegli anni stava mutando definitivamente la fisionomia del calcio sullo sfondo dell’affermazione del professionismo. Una testimonianza e una riflessione sull’eredità della shoah e sull’importanza della memoria, che coinvolge nel dramma anche lo sport.

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