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Suite Etnapolis di Antonio Lanza. La città commerciale e i suoi riti

Recensione di: Suite Etnapolis
06.01.2020
Da "Poeti del parco", Maria Gabriella Canfarelli su Suite Etnapolis di Antonio Lanza

«Ricòrdati di santificare la merce, sembra suggerire il poemetto in versi e in prosa Suite Etnapolis (Interlinea, 2019) di Antonio Lanza. Luogo di ritualizzazione è il centro commerciale, moderna agorà delle merci e regno del negotium; spazio concluso, ventre di cemento e vetrate in cui le voci umane sono brusìo di  sciame in transito, suoni che non ascolti. Nel compatto dettato di Antonio Lanza, tra ironia e sarcasmo, empatia per chi nel centro lavora prende corpo una diffusa realtà impoetica dei nostri tempi.»

Suite Etnapolis

di Antonio Lanza

editore: Interlinea

pagine: 128

Che cos’è il conflitto di classe nell’epoca post­ideologica? Per trovare tracce di risposta questo libro ci porta dentro la vita di Etnapolis, centro commerciale ai piedi dell’Etna progettato da Massimiliano Fuksas, durante la crisi economica che ha connotato i primi anni del nuovo millennio. Sistema materiale e metafisico, il centro commerciale ridefinisce spazi e tempi dell’esistenza secondo le necessità del consumo e del profitto. Ma alla voce meccanica di Etnapolis si alterna quella dei lavoratori con un retroterra di affetti e una storia “altra”. Raccontando questa polifonia dell’annichilimento nel suo esordio letterario, Lanza ci restituisce, nel finale dell’opera, un elemento estraneo, irriducibile ai principi che ne regolano il funzionamento e il senso, in grado di creare una possibile liberazione dalla «antica offesa all’uomo».Si può fare poesia su un centro commerciale? La risposta di Lanza su "Etnapolis"

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