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Adam Zagajewski, "Il volto umano è il centro etico del mondo"

22.10.2019
"RaiNews", Luigia Sorrentino, intervista ad Adam Zagajewski su "Prova a cantare il mondo storpiato"

« È curiso come queste due cose possano coesistere: la terribile sofferenza e il mondo della bellezza, della muscia e della pittura. Lo stesso genere umano crea orrore e bellezza. Sono stupefatto dall'evidente scontro di queste due realtà opposte. È  probabilmente la fonte maggiore della mia scrittura, il chiedersi continuamente come sia possibile che la Terra sia stata allo stesso tempo la casa di Mozart e di Himmler, o di Stalin e Mandelshtam»

Prova a cantare il mondo storpiato

di Adam Zagajewski

editore: Interlinea

pagine: 120

«Ma noi siamo vivi, / colmi di memoria e ragione» è la risposta di Adam Zagajewski ai drammi della storia e alla spersonalizzazione della società attuale, collocando sotto la sua lente d’ingrandimento piccoli particolari quotidiani molto rivelatori: così le ombre dei turisti sulla tomba di Brecht sembrano quelle degli informatori della stasi che lo pedinavano da vivo e la gatta di Ruth, ignara di essere ebrea come la sua padrona, di notte dal ghetto torna sempre alla parte ariana. Per l’autore di quest’antologia, che affronta la Shoah come l’11 settembre ma anche gli ex paradisi naturali fagocitati dal turismo di massa, resta lo spaesamento dei «poeti, invisibili come minatori, nascosti sottoterra» che «costruiscono per noi una casa», quella della consapevolezza civile di dover essere vivi e vigili «e talvolta particolarmente orgogliosi, / perché in noi grida il futuro / e quel balbettio ci fa umani».

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