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Adam Zagajewski Poesia dell'anima

23.10.2019
Da "Avvenire", Alberto Fraccacreta su Prova a cantare il mondo storpiato di Adam Zagajewski

"Il grande autore polacco, in Italia alla Cattolica e poi per ricevere il premio alla carriera del Festival di Poesia civile di Vercelli: «Quando ero giovane opporsi al totalitarismo era quasi istintivo, la poesia non può accettare il grigiore perché difende la pluralità di scelte individuali: tende a optare per una società colorata»"

Prova a cantare il mondo storpiato

di Adam Zagajewski

editore: Interlinea

pagine: 120

«Ma noi siamo vivi, / colmi di memoria e ragione» è la risposta di Adam Zagajewski ai drammi della storia e alla spersonalizzazione della società attuale, collocando sotto la sua lente d’ingrandimento piccoli particolari quotidiani molto rivelatori: così le ombre dei turisti sulla tomba di Brecht sembrano quelle degli informatori della stasi che lo pedinavano da vivo e la gatta di Ruth, ignara di essere ebrea come la sua padrona, di notte dal ghetto torna sempre alla parte ariana. Per l’autore di quest’antologia, che affronta la Shoah come l’11 settembre ma anche gli ex paradisi naturali fagocitati dal turismo di massa, resta lo spaesamento dei «poeti, invisibili come minatori, nascosti sottoterra» che «costruiscono per noi una casa», quella della consapevolezza civile di dover essere vivi e vigili «e talvolta particolarmente orgogliosi, / perché in noi grida il futuro / e quel balbettio ci fa umani».

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