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Anna Lavatelli "Un violino racconta ai bimbi la Shoah

Recensione di: Il violino di Auschwitz
23.01.2018
Da "La Repubblica" - Milano, Nicoletta Sguben, su Il violino di Auschwitz di Anna Lavatelli

«La realtà parte da un signore milanese - l'ultranovantenne ingegnere Carlo Alberto Carutti, collezionista di violini - che quattro anni fa scova da un liutaio torinese un pregiato Collin-Mézin con la stella di David incisa sul dorso e al suo interno un misterioso cartiglio musicale con un numero. L'appassionato ingegnere fa delle ricerche e scopre che lo strumento proviene da Auschwitz, appartenuto a una bimba ebrea soprannominata
Cicci. Ricostruisce la storia, chiede alla scrittrice Premio Andersen di raccontarla "come un romanzo". Con le illustrazioni di Cinzia Giugliano nasce il libro. Che è per bambini».

Il violino di Auschwitz

di Anna Lavatelli

editore: Interlinea

pagine: 88

Cicci ha tutto ciò che una ragazza possa desiderare: una vita bella e agiata, una famiglia che le vuole bene, tanti amici e una grande passione per la musica. Ma è ebrea e durante la guerra tutto cambia. Le rimarrà solo il suo violino, da cui non si separerà a nessun costo. Sarà proprio lui a raccontare, dopo un lungo silenzio, la lenta discesa di Cicci verso l’inferno del campo di concentramento di Auschwitz, dove sarà costretta a suonare per le SS. Scoprirà però che la musica rende liberi. Un racconto commovente tratto da una storia vera.

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