L’ex commissario contro il Covid-19 e ora vicedirettore Aise firma la prefazione alla nuova edizione del diario di guerra La croce sui girasoli (Interlinea) con le lettere inedite dal fronte dell’ex vescovo di Novara Aldo del Monte: una testimonianza di pace a partire dal diario drammatico della seconda guerra mondiale
«La vera eredità di don Aldo Del Monte non è solo il ricordo di una guerra. È l’invito, rivolto a ciascuno di noi, a scegliere ogni giorno da che parte stare: con chi costruisce la pace, o con chi la calpesta»: così scrive il generale Francesco Paolo Figliulo nella prefazione a La croce sui girasoli, il diario di guerra della campagna di Russia La croce sui girasoli che Interlinea pubblica con le lettere inedite dal fronte (presentazione a Novara sabato 17 gennaio alle ore 17 al Castello in un convegno in cui intrevengono, oltre a Figliuolo, Franco Giulio Brambilla vescovo di Novara,. Gian Franco Saba ordinario militare per l’Italia, don Gian Mario Lanfranchini e Mariella Enoc, con la mostra “A molti parlerà con nuova voce anche la croce sui girasoli - 19 dicembre 1943".
Dalla quarta di copertina: «C’è un campo di girasoli, poi c’è un’altura sempre battuta dal vento; ecco, appena a valle, c’è il cimitero» ricorda il cappellano militare Aldo Del Monte nel suo tragico diario della ritirata di Russia durante l’ultima guerra, uno dei più intensi della nostra letteratura accanto al Sergente nella neve di Rigoni Stern e alle Centomila gavette di ghiaccio di Bedeschi. Al giovane reduce, rimasto ferito gravemente, un medico prescrive di consegnare alla scrittura l’angoscia di quell’esperienza nel «vallone della morte», per tentare di liberarsene. E lo pubblica pochi mesi dopo la fine della guerra. Don Aldo, nato a Montù Beccaria nel 1915, ordinato sacerdote alla vigilia del secondo conflitto mondiale, sarà amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento del Concilio Vaticano II; trascorre gli ultimi anni nel paese di Massino Visconti affacciato sul lago Maggiore e dal 2005 riposa nel cimitero dell’abbazia benedettina dell’isola di San Giulio a Pella, in riva al lago d’Orta. In questo libro ci fa comprendere perché «gli uomini hanno avuto paura di quell’ora che batteva sulla steppa» dove su molti di quei settantacinquemila morti ora «veglia una croce gigantesca levata sui girasoli» condividendo con noi, ieri come oggi, «lo sforzo di trovare – anche in mezzo alla burrasca – qualche raggio di luce». Nuova edizione con le lettere di guerra dell’autore e presentazione del generale Francesco Paolo Figliuolo.
Scrive il generale Figliulo nella prefazione a La croce sui girasoli: «L’assurdità della guerra, la crudeltà della feroce violenza tra popoli, l’insensatezza dello scontro fratricida tra esseri umani non sono solo cronaca del passato, ma costituiscono la tenebra attraverso cui un uomo semplice, figlio del suo tempo, ha attraversato l’oscurità senza smarrire la luce, nonostante il gelo, la fame, la paura e le ferite sul campo. Eppure, quel campo così lontano, in lande desolate così remote, è popolato da girasoli che assorbono il sangue dei caduti, ma si volgono al sole, simboleggiando le radici profonde e la forza vitale di quei giovani mandati al fronte».
Don Aldo Del Monte, nato a Montù Beccaria (Pavia) nel 1915, è stato ordinato sacerdote proprio alla vigilia della seconda guerra mondiale, il 29 giugno 1939, cominciando a svolgere la sua attività pastorale nelle forze armate italiane, che lo ha portato a partecipare come cappellano militare alla campagna italiana di Russia, da cui è tornato soltanto in seguito al suo grave ferimento riportato durante una delle drammatiche azioni belliche. Ha raccontato la sua esperienza, con sensibilità letteraria e profondità spirituale, nel suo “giornale intimo” di guerra La croce sui girasoli (prima edizione 1945), che è ancora oggi una lettura forte. Durante il Concilio Vaticano II partecipa a tutte le sessioni, sia in qualità di esperto che di rappresentante del suo vescovo. Nel 1963 è chiamato a Roma, prima come assistente ecclesiastico dell’Unione delle Donne dell’Azione Cattolica e poi come direttore dell’Ufficio catechistico nazionale. Sarà amatissimo vescovo di Novara dal 1972 e uno dei protagonisti del rinnovamento catechistico in Italia dopo il Vaticano II, celebrando dal 1988 al 1990 il XX Sinodo diocesano della Chiesa novarese, con il coordinamento del suo vicario generale mons. Germano Zaccheo. Mentre si trova nella sua ultima residenza di Massino Visconti, ospite di Mariella Enoc, è ricoverato in clinica a Fara Novarese dove si spegne la sera del 16 febbraio 2005. Il funerale viene celebrato il 20 febbraio nella cattedrale di Novara dal vescovo Renato Corti, poi cardinale. Riposa ora a Pella nel cimitero dell’abbazia Mater Ecclesiae dell’isola di San Giulio, al centro del vicino lago d’Orta, dove il vescovo aveva accolto la comunità di monache benedettine nella diocesi di Novara nel 1973 durante il suo episcopato e dove è conservato il suo archivio personale. Tra le sue opere: Il Vaticano II nella storia di un prete (Piemme, Casale Monferrato 1995); Don Gnocchi. Ritorno alle sorgenti (ivi, 1996); Il pastore. Il vescovo fra tradizione e attualità (Interlinea, Novara 1996), L’umanità di Dio. Gloria Dei homo vivens (nuova edizione, ivi, 2018, con presentazione di Franco Giulio Brambilla). Nel 2025, nel ventesimo anniversario della scomparsa e nell’ottantesimo della prima edizione, esce l’edizione di La croce sui girasoli con le lettere dal fronte in appendice.









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