Assenze vissute in quadri esistenziali
Da "Corriere della Sera", Francesco Cionfoli su "Eravamo felici per sbaglio" di Maddalena Bergamin.«Nel suo nuovo libro, Eravamo felici per sbaglio (Interlinea, pagine 160, e 14), Maddalena Bergamin (Padova, 1986), insegnante di italiano e francese a Parigi, non solo scrive versi «in una lingua affilata e precisa» — come scrive Giovanna Frene nella puntuale e esaustiva postfazione al volume —, ma ritrae l’assenza in ogni sua forma, l’astensione dal vivere e l’indifferenza al mondo. Già i versi iniziali di L’ultima volta in Italia (Interlinea, 2017), «Non sa di come sia estranea alla nostra/ la vita che di noi si racconta», erano il preludio di qualcosa di grande che ora si estende e si materializza in precisi quadri esistenziali, riconoscibili dai versi e dalle note corredate ai testi delle cinque sezioni della nuova raccolta».
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Eravamo felici per sbaglio
di Maddalena Bergamin
editore: Interlinea
pagine: 160
E se la felicità fosse soltanto il frutto di un abbaglio, di un errore di visione? Con questo libro, Bergamin cerca di andare al fondo di questa domanda, per dare voce alla vita come «fraintendimento». Un campione di calcio che tenta il suicidio, uno studente «assente», bambini trasformati in adulti e altri personaggi, decisamente reali, trovano nella poesia l’opportunità di opporsi al chiacchiericcio dei più, alla vacuità delle esistenze sempre impegnate altrove, vacanti in una festa di illusioni, di rituali vuoti. La poesia diventa allora il solo mezzo per dare testimonianza: «per altro tempo l’altra faccia della gioia / per più dolore servirà più memoria».








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