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"Bella ciao", il canto partigiano che piace ai giovani 2.0

Recensione di: Bella ciao
24.04.2020
Da "Il Mattino", Francesco Mannoni su "Bella ciao" di Cesare Bermani

«"Bellaciao" è un romanzo mai finito, perché non esiste un testo unico, ma molte varianti che si trasformano e si intrecciano con una serie di storie di gruppo o individuali". Un romanzo infinito che domani, 25aprile,farà risuonare in Italia quel grido di libertà, anzi di Liberazione dal nazifascimo chel'ha generata, conquistando oggi una nuova diffusione europea (la cantano tutti, dai pompieri tedeschi agli scioperanti spagnoli, dalle sardine italiane sino a Manu Chao e i Chumbawamba,
come fece un tempo pure Yves Montand)e mondiale (l'hanno affrontata Tom Waits con Marc Ribot, ma anche Woody Allen o Pete Seeger), anche perché nella colonna sonora della serietv "Casadicarta".
Storico, scrittore, saggista, ricercatore,esperto di musica popolare, fra i fondatori dell'Istituto Ernesto De Martino e tra i primi in Italia a praticare il metodo storiografico della storiaorale, Cesare Bermani ha dedicato un libro a quello che è diventato l'inno della Resistenza, andando alla ricerca delle origini di Bella ciao (Interlinea,96 pagine, 10 euro, ebook 5,99) per raccontare "Storia e fortuna di una canzone dalla resistenza italiana all'universalità delle resistenze".

Iniziamo dall'inizio, Bermani:qual'è la vera, o almeno la prima, "Bella ciao" ? Da dove viene davvero?
La canzone che si canta oggi è stata diffusa ne ldopo guerra dai comunisti Festival della gioventù, cui partecipavano giovani provenienti da 60 70 nazioni. Attraverso queste manifestazioni e attraverso i pionieri tedeschi ha viaggiato nel mondo. Nella traduzione spagnola è diventata anche una delle canzoni della rivoluzione cubana, cantata dalle Milicias Nacionales Rivolucionarias, costituite nel 1959".
Esiste un padre riconosciuto di "Bella ciao"?
"Le canzoni popolari non dovrebbero avere un padre. Ma, alla fine, appare spesso qualcuno che rivendica i diritti se non come autore, come rifacitore. Molti in giro per il mondo si sono appropriati di questo canto dopo averlo rimaneggiato. Il cantautore Claudio Pestelli propone "Bellaciao" inalmeno 40 idiomi diversi: da tutte le principali lingue slave e scandinave, all'arabo e al tagalogla, la lingua più parlata nelle filippine, fino al giapponese. Il difficile è scovare una lingua in cui manca la traduzione di "Bella ciao".»

Bella ciao

Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze

di Cesare Bermani

editore: Interlinea

pagine: 96

Ormai Bella ciao è tornata a essere una canzone dei giovani e circola anche all’estero, grazie alla serie Netflix La casa di carta e ai cori delle piazze invase dalle “sardine”. Ma le sue origini sono a lungo rimaste sconosciute, con vere e proprie fake news che negano il suo legame con la lotta partigiana. Il maggiore storico della cultura orale, Cesare Bermani, ricostruisce l’avventura di questo canto popolare «così amato da chi vuole la libertà».

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