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Dai Moncalvo ai Lehman: che saga la famiglia

Recensione di: I Moncalvo
28.08.2019
Da "Il Fatto quotidiano", Massimo Novelli su I Moncalvo di Enrico Castelnuovo

«Castelnuovo appare tra i narratori di grandi saghe familiari uno dei più lucidi, e dei più capaci di guardare avanti negli anni, di immaginare il futuro. La chiusa del suo romanzo, perciò, merita la citazione intera: "Che importa che la scienza estenda ogni giorno il suo dominio sulla natura, che importa che ogni giorno i confini del sapere si allarghino, se l'uomo non cresce in bontà e in dignità, ma diventa più piccolo in un mondo più grande?"»

I Moncalvo

di Enrico Castelnuovo

editore: Interlinea

pagine: 244

«Chi aveva la gloria, chi la ricchezza, chi il blasone; la felicità non l’aveva nessuno»: è quasi un’epopea quella dei Moncalvo, famiglia di un ricco banchiere ebreo che vive a Roma e cerca con ogni mezzo di entrare a far parte dell’aristocrazia reazionaria papalina cui si contrappone la figura del fratello Giacomo, austero scienziato positivista. Il libro di Enrico Castelnuovo (1839-1915), in fase di riscoperta e di studio nelle università americane, è uno dei testi tipici del realismo tardoromantico a cavallo del 1900 dentro «il ritratto quasi buddenbrookiano di una famiglia ebraica tra l’ansia di riconoscimento sociale e la fedeltà ai valori della scienza». A cura di Gabriella Romani con una nota di Alberto Cavaglion che definisce I Moncalvo un avvincente «romanzo a tesi».

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