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Diario di una metamorfosi

Recensione di: Dolore minimo
15.07.2019
Da "Rocca", Giannino Piana su Dolore minimo di Giovana Cristina Vivinetto

«La grande dignità, con cui viene reso trasparente (non senza un senso profondo di pudore di chi non cerca consolazione e tanto meno compassione) il turbinio di sentimenti, non sempre componibili, che si alternano nell’animo, è la chiara manifestazione di una grande maturità umana. E il lirismo severo e composto, che conferisce intensità ed efficacia alla narrazione, testimonia di una decisa (e promettente) vocazione poetica.»

Dolore minimo

di Giovanna Cristina Vivinetto

editore: Interlinea

pagine: 148

Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere, per la prima volta in Italia, il muro del silenzioso tabù culturale. La giovane autrice racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di caso letterario dell’anno. «Quando nacqui mia madre / mi fece un dono antichissimo. / Il dono dell’indovino Tiresia: / mutare sesso una volta nella vita», narra Giovanna Cristina Vivinetto, che, in questo dirompente diario in versi, confessa: «non mi sono mai conosciuta / se non nel dolore bambino / di avvertirmi a un tratto / così divisa. Così tanto parziale».

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