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Ecco a voi nell'italiano d'oggi la Storia del Guicciardini

Recensione di: Storia d’Italia
25.02.2020
Da "la Stampa Novara",  su "La Storia d'Italia" di Francesco Guicciardini a cura di Claudio Groppetti

« C'era bisogno di "tradurre" l'opera in un italiano più comprensibile per il pubblico di oggi ma lui ha dovuto attendere un bel po' di anni: "Da insegnante e da preside non avevo tempo. La scuola mi prendeva tutta la giornata, fino a sera, dal lunedì al sabato. In pensione finalmente mi sono messo all'opera". Così prima ha pubblicato l'edizione dei Ricordi, poi è passato all'opera ancora più impegnativa, la Storia: "Ho iniziato nel 2010 e ho terminato alle ore 18 del 29 novembre 2017. Ho scritto tutto a penna, con la stilografica, e mio nipote Jacopo, studente di Ingegneria, mi ha aiutato per la versione al computer. Non è stato per nulla semplice: Guicciardini non scriveva personalmente ma dettava al suo segretario che doveva essere un cervellone, altro che i nostri computer! I periodi erano lunghi una pagina, una pagina e mezza, il linguaggio spesso molto difficile da decodificare per il lettore d'oggi. Ho quindi cominciato a rendere i periodi più brevi e a cercare i termini più adatti per fare capire il testo.»

Storia d’Italia

Versione nella lingua italiana di oggi

di Francesco Guicciardini

editore: Interlinea

pagine: 884 + 896

Torna un grande classico della storia della letteratura del Cinquecento in una nuova versione aggiornata nella lingua italiana di oggi: la Storia d’Italia di Francesco Guicciardini è un viaggio appassionante nell’Italia del Rinascimento che ricostruisce con cura minuziosa le guerre, gli intrighi e le lotte per l’egemonia nella penisola. Condottieri, truppe mercenarie, principi, mecenati e ambasciatori, papi e ambiziosi sovrani si susseguono tra le pagine del Guicciardini, che descrive con spregiudicatezza e acume da diplomatico la perenne lotta per il potere sullo sfondo di un’Italia ormai in decadenza e ridotta a terra di conquista da parte di potenze straniere. Quarant’anni cruciali, tra il 1492 e il 1534, in cui lo scrittore fiorentino, protagonista e osservatore diretto degli eventi, ripercorre la crisi degli Stati italiani fino all’esito finale, che vedrà nella Spagna la nazione egemone e dominatrice. Grazie alla nuova versione di Claudio Groppetti, il capolavoro storiografico di Guicciardini si riafferma come testo fondamentale per comprendere la nostra storia nazionale.      

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