Ecco a voi nell'italiano d'oggi la Storia del Guicciardini
« C'era bisogno di "tradurre" l'opera in un italiano più comprensibile per il pubblico di oggi ma lui ha dovuto attendere un bel po' di anni: "Da insegnante e da preside non avevo tempo. La scuola mi prendeva tutta la giornata, fino a sera, dal lunedì al sabato. In pensione finalmente mi sono messo all'opera". Così prima ha pubblicato l'edizione dei Ricordi, poi è passato all'opera ancora più impegnativa, la Storia: "Ho iniziato nel 2010 e ho terminato alle ore 18 del 29 novembre 2017. Ho scritto tutto a penna, con la stilografica, e mio nipote Jacopo, studente di Ingegneria, mi ha aiutato per la versione al computer. Non è stato per nulla semplice: Guicciardini non scriveva personalmente ma dettava al suo segretario che doveva essere un cervellone, altro che i nostri computer! I periodi erano lunghi una pagina, una pagina e mezza, il linguaggio spesso molto difficile da decodificare per il lettore d'oggi. Ho quindi cominciato a rendere i periodi più brevi e a cercare i termini più adatti per fare capire il testo.»









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