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"Ho nel cuore Borgomanero e i Cerutti eroi d'Argentina"

Recensione di: Vino amaro
29.09.2019
Da "La Stampa Novara" Marcello Giordani, su "Vino amaro" di Maria Josefina Cerutti

«Una testimonianza molto importante per vari aspetti, dal sociale sulle condizioni dei migranti al politico sulla terribile giunta militare. Josefina arricchisce i ricordi con tanti dettagli e racconta la saga familiare che ruota attorno alla grande fazenda e al successo del vino. II bisnonno Emanuele aveva l'esclusiva in Argentina dello champagne Pommery e vendeva bottiglie di pregio come il "Colina Gatinara": sull'etichetta recava, stilizzate, le colline attorno a Borgomanero».

Vino amaro

Una storia di emigrazione e dittatura

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 196

Una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

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