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Vino amaro

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Vino amaro
titolo Vino amaro
sottotitolo Una storia di emigrazione e dittatura
autore
introduzione
argomenti Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...) Narrativa straniera
Letteratura (narrativa, poesia, saggistica...)
collana Biblioteca di narrativa, 39
marchio Interlinea
editore Interlinea
formato Libro
pagine 196
pubblicazione 2019
ISBN 9788868572419
 
Promozione valida fino al 31/12/2021
15,00 14,25
 
risparmi: € 0,75
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Disponibile anche nel formato

Una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

 

Biografia dell'autore

Maria Josefina Cerutti

María Josefina Cerutti, italo-argentina, pronipote di Emanuele Cerutti nato nel 1864 a Borgomanero, in provincia di Novara, è nata a Mendoza, ai piedi delle Ande. Si è laureata in Sociologia a Buenos Aires e a Trento con due tesi sul ruolo degli emigrati italiani nel mondo del vino e da allora si è dedicata a studiare l’emigrazione italiana in Argentina. María Josefina continua a scrivere anche su varie testate di Buenos Aires, si dedica alla diffusione della cultura e della letteratura del vino e insegna yoga all’Università Nazionale delle Arti di Buenos Aires. Con Interlinea ha pubblicato il romanzo autobiografico Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura.

Un brano dal libro

Alle due del mattino del 12 gennaio 1977 nel giardino della Casa Grande arrivarono delle macchine, senza rispettare il cartello che recitava: «Vietato l’ingresso, punibile per legge». Ne scesero quindici uomini vestiti di blu, con stivali, passamontagna e armi in pugno; in un balzo salirono la scala. Victorio e Josefina erano nelle loro stanze. Coco era ancora a tavola. La signora delle pulizie dormiva in una camera che era stata il gambling di una festa tipo spaghetti western che i Cerutti avevano organizzato per il carnevale del 1955.
Gli uomini in blu, con stivali, passamontagna e armi in pugno, erano già nel patio quando Coco sentì gridare: «Dov’è quel vecchio di merda? Svegliati, figlio di puttana, veniamo a ucciderti».
Mio padre avrebbe voluto prendere la sua 45 millimetri, ma non riuscì a reagire. A quell’ora l’alcol lo teneva incollato alla sedia. Per sicurezza, comunque, le bestie gli diedero tanti di quei pugni che Coco rimase riverso sul pavimento. A malapena vide passare Victorio incappucciato: lo stavano portando via a spintoni. E ci mancò poco che si portassero via pure lui. Ma uno dei sequestratori gridò: «Lasciatelo, non vedete che è ubriaco? Il vecchio e l’ingegnere sono più che sufficienti».
Non fecero più ritorno. Né Victorio Cerutti né suo genero, Omar Masera Pincolini, che sequestrarono la stessa notte, mentre dormiva con mia zia Malou e i miei tre cugini nella Casita, una delle case nella vigna di Victorio. Li cercammo per mari e monti. «Forse sono stati portati via dai guerriglieri», dicevano i militari argentini.

Rassegna stampa per Vino amaro

Da "Altreconomia", Marta Facchini su "Vino amaro" di Maria Josefina Cerutti
Da "Corriere di Novara" su "Vino amaro" di Maria Josefina Cerutti
Da "Corriere di Novara", Eleonora Groppetti su "Vino Amaro" di Maria Josefina Cerutti
Dal "Corriere di Novara", su "Vino amaro" di Maria Josefina Cerutti
Da "L'Azione", Michela Chioso su "Vino amaro" di Maria Josepina Cerutti
Da "La Stampa Novara" Marcello Giordani, su "Vino amaro" di Maria Josefina Cerutti

Notizie che parlano di: Vino amaro

Borgomanero a Buenos Aires: la saga familiare di emigrazione, vino e dittatura di María Josefina Cerutti

Eventi collegati a Vino amaro

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La Casa Grande era il sole e i pianeti erano il vigneto, l'azienda vinicola, le case dei braccianti e la Casita

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