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Il mare amico-nemico e la tempesta perfetta

14.01.2024
La natura nel mondo antico Da "Osservatore romano", Marco Beck su La natura nel mondo antico a cura di Carlo Carena

«Dopo aver edificato una bibliografiamonumentale, spaziando tra i territori di Atene (Eschilo,Ippocrate, Senofonte, Plutarco) eRoma (Plauto, Cesare, Virgilio,Orazio) mentre coltivava anche un fertile hortus cristiano (da Paolo ad Agostino, da Erasmo a Pascal), Carena ha chiuso la sua operosa giornata terrena con la pubblicazione, presso l'editrice novarese Interlinea, di La natura nel mondo antico, una «antologia classica da Omero a Plinio il Giovane» scaturita dalla sua sensibilità ecologica di figlio del lago d'Orta: un volumetto di 128 pagine, con testi originali a fronte, in vendita a 14 euro».

La natura nel mondo antico

Antologia classica da Omero a Plinio il Giovane

a cura di Carlo Carena

editore: Interlinea

pagine: 128

In che modo guardavano la natura gli abitanti dell'antichità? Lo testimoniano i maggiori scrittori, da Omero a Plinio il Giovane. Come quando Enea, nei versi di Virgilio, «dalla distesa delle acque un enorme bosco vede levarsi» mentre sbarca nel Lazio. Carlo Carena, lettore e traduttore di classici, sceglie i brani più belli, con testo latino o greco a fronte, per svelare un ambiente naturale, tra vegetali e animali, che aveva una forza primordiale espressa per esempio da Sofocle nel descrivere un «ulivo verdastro che nutre i fanciulli»: nessuno, giovane nè vecchio, lo potrà distruggere di sua mano: l'occhio di Zeus lo guarda e lo custodisce costantemente». Forse la lettura di questi testi antichi può suggerirci un amore maggiore per il mondo che ci circonda.

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