Il tuo browser non supporta JavaScript!

La poetessa “trans” che non piace ai bigotti

Recensione di: Dolore minimo
29.08.2019
Da "La Stampa.it", Mario Baudino su Dolore minimo di Giovanna Cristina Vivinetto

«Eppure, al di là del valore degli altri prescelti, il premio a “Dolore minimo” di Giovanna Cristina Vivinetto (Interlinea edizioni) è sicuramente quello che più ci mette di fronte al nostro rapporto non solo con la società ma anche e soprattutto con le letteratura.»

Dolore minimo

di Giovanna Cristina Vivinetto

editore: Interlinea

pagine: 148

Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere, per la prima volta in Italia, il muro del silenzioso tabù culturale. La giovane autrice racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di caso letterario dell’anno. «Quando nacqui mia madre / mi fece un dono antichissimo. / Il dono dell’indovino Tiresia: / mutare sesso una volta nella vita», narra Giovanna Cristina Vivinetto, che, in questo dirompente diario in versi, confessa: «non mi sono mai conosciuta / se non nel dolore bambino / di avvertirmi a un tratto / così divisa. Così tanto parziale».

Inserisci un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con un asterisco*

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice attivare il servizio.