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L'Argentina è la mia storia

Recensione di: Vino amaro
26.03.2020
Da "Altreconomia", Marta Facchini su "Vino amaro" di Maria Josefina Cerutti

«Victorio e Omar sono due dei 30mila desaparecidos del regime. Tra febbraio e marzo 2015, insieme alle sue cugine, ha testimoniato al maxiprocesso Esma. Crede ci sia stato un atto di riparazione nei confronti delle vittime della dittatura?
 Una riparazione istituzionale c'è stata con il processo alla Giunta Militare nel 1985 e con il processo Esma, avviato dall'allora presidente Raúl Alfonsín e proseguito con i Kirchner. Invece, ci sono state spinte revisioniste sotto la presidenza di Mauricio Macri. L'allora segretario dei diritti umani, Claudio Avruj, aveva messo in dubbio che i desaparecidos fossero stati 30mila. Nel 2016 c'è stato anche il tentativo di applicare la "legge del 2x1" che avrebbe permesso di dimezzare gli anni di carcere per alcuni responsabili di terrorismo di Stato condannati per crimini contro l'umanità. La reazione è stata massiccia: le strade erano un fiume di persone, anche giovanissimi che non avevano un ricordo diretto della dittatura.
La memoria individuale può diventare collettiva?
 Certo. Succede anche nel mio libro. Le storie singole sono sempre inserite in un contesto più grande di loro: chi legge può identificarsi e se ne può appropriare. In tal senso, credo che la storia della mia famiglia sia anche quella di un intero Paese.»

Vino amaro

Una storia di emigrazione e dittatura

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 196

Una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

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