Macchine di carne, fradici corpi
Da "La lettura", Franco Manzoni su Edera e altre vergogne di Leonardo Fortino
«Si diviene salsedine, fango, sabbia, radici, stagni, rigagnoli, terra. Panismo estremo, amalgama e assenza. In versi scarni Leonardo Fortino (Novi Ligure, Alessandria, 1999) osserva l'umano sfarsi in croniche piaghe di desolazione. Capelli mutati in foglie, le macchine di carne cedono. Fradici corpi sul terreno della battaglia quotidiana affondano infusione, fresca natura».
«Si diviene salsedine, fango, sabbia, radici, stagni, rigagnoli, terra. Panismo estremo, amalgama e assenza. In versi scarni Leonardo Fortino (Novi Ligure, Alessandria, 1999) osserva l'umano sfarsi in croniche piaghe di desolazione. Capelli mutati in foglie, le macchine di carne cedono. Fradici corpi sul terreno della battaglia quotidiana affondano infusione, fresca natura».
Edera e altre vergogne
di Leonardo Fortino
editore: Interlinea
pagine: 80
Edera e altre vergogne è una raccolta poetica che attraversa il corpo e il paesaggio e, con un linguaggio scarno e simbolico, comunica al lettore un senso di desolazione e rigoglioso straniamento. Le tre sezioni che la compongono sono le tappe di un percorso poetico che, partendo dalla campagna piemontese (Eufe), passa a memorie urbane e ancora rurali (Nach Canossa), raggiungendo infine una dimensione esposta, carnale (Altre vergogne). Una incessante tensione tra il fascino della morte e il totale abbandono del corpo alla natura: «primavera vesti gatte-albero di foglie, i boschi / ma le foglie si / denudano ciondolando per le strade / i collant».








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