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Novantanni compiuti e non sentirli. Il premio Viareggio guarda al futuro

Recensione di: Dolore minimo
26.08.2019
Da "Il Tirreno - Viareggio", Donatella Francesconi su Dolore minimo di Giovanna Cristina Vivinetto

«Giovanna è nata Giovanni ed i suoi versi raccontano in punta di penna la storia di una transizione che svanisce di fronte a Giovanna sul palco, a dimostrare che non è la nascita che fa l’uomo o la donna, ma ciò che vi si costruisce intorno. E proprio intorno a Vivinetto il messaggio del Premio avrebbe potuto essere più deciso, considerando la grande esperienza che Viareggio coltiva sulla questione transessualità.»

Dolore minimo

di Giovanna Cristina Vivinetto

editore: Interlinea

pagine: 148

Il «dolore minimo» del titolo esprime la complessa condizione transessuale pronunciata con grande potenza poetica, volta a infrangere, per la prima volta in Italia, il muro del silenzioso tabù culturale. La giovane autrice racconta la sua rinascita luminosa con versi, delicati e profondissimi al tempo stesso, che hanno fatto parlare Dacia Maraini e Alessandro Fo di caso letterario dell’anno. «Quando nacqui mia madre / mi fece un dono antichissimo. / Il dono dell’indovino Tiresia: / mutare sesso una volta nella vita», narra Giovanna Cristina Vivinetto, che, in questo dirompente diario in versi, confessa: «non mi sono mai conosciuta / se non nel dolore bambino / di avvertirmi a un tratto / così divisa. Così tanto parziale».

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