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Novaresi d'Argentina tra lavoro e dittatura

Recensione di: Vino amaro
04.10.2019
Da "L'Azione", Michela Chioso su Vino amaro di Maria Josepina Cerutti

C'è l'emigrazione. C'è l'ingiustizia della dittatura argentina. E c'è lo strazio di chi - come Maria Josefina Cerutti, giornalista e insegnante all'Università nazionale delle Arti di Buens Aires - si ritrova, da un momento all'altro, la vita capovolta. Vino amaro. Una storia di emigrazione e dittatura (Interlinea, 2019) è un romanzo autobiografico tra le cui pieghe rivivono, con sorprendente vitalità, i gesti e le consuetudini dei Cerutti, familia de viñateros e di tanti emigranti italiani in Argentina.

Vino amaro

Una storia di emigrazione e dittatura

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 196

Una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

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