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Quindici mesi per salvare amore e azienda

Recensione di: Oggi sono migliore
12.03.2020
Da "Corriere della Sera", Stefano Righi su "Oggi sono migliore" di Piercarlo Ceccarelli

« Oggi sono migliore, terzo romanzo dell'economista aziendale Piercarlo Ceccarelli (Interlinea, pagine 200, e 16). Un racconto lungo quindici mesi, giocato su un doppio piano, quello personale dell'imprenditore, divorziato e con un figlio giovane e lontano, e quello dell'azienda, centrale, assorbente, ragione stessa di vita e di identità. Ambientato a Parma, ma la città, per i temi trattati e la visione aziendalistica della vita quotidiana che traspare dalle pagine, potrebbe essere anche  Modena o Padova, Vicenza o Bergamo, Treviso o Milano, il romanzo fa propri i riti tipici della provincia, dal teatro alle riunioni del Lions club a quelle dell'Associazione degli industriali, fino alla scelta di un whisky che non sia il solito torbato. La  trama si sviluppa su due piani. Da un lato l'avventura imprenditoriale del protagonista che, uscito dall'orbita dell'azienda paterna, si è affermato da solo rilevando un'altra azienda e proiettandola verso importanti mercati esteri, dall'altro gli  aspetti sentimentali: le tensioni con il padre malato e le incomprensioni con il figlio lontano. E poi le donne, l'ex moglie, la sorella Paola, la nuova fiamma Veronica, che lo condurrà a vedere il panorama da un lato diverso. Ceccarelli si diverte, mischiando il lessico da telenovela a quello dei meeting d'affari, seminando avverbi e una gran quantità di manuale di strategia descrizione della campagna Langhirano a Quattro Castella, e a Fornovo Val di Taro.»

Oggi sono migliore

Una storia imprenditoriale

di Piercarlo Ceccarelli

editore: Interlinea

pagine: 204

Riccardo Ferrari, imprenditore di successo a capo di un’azienda di caffè, sta per firmare un accordo che gli permetterà di espandere l’impresa e consolidarla. Ma una serie di imprevisti, tra cui la salute del padre, con il quale ha un rapporto conflittuale, sembrano vanificare i suoi sforzi e costringerlo a una resa dei conti con se stesso. Come può sostenere il peso delle responsabilità dell’azienda se al di fuori di essa gli sembra di non avere più nulla? Ma sarà proprio questa crisi esistenziale e l’incontro con Veronica a fargli raggiungere una nuova consapevolezza di sé e un nuovo stile di vita. Una vicenda intima e privata unita a doppio filo con quella collettiva e politica della distorta cultura aziendale del nostro Paese, che continua a ostacolare l’iniziativa imprenditoriale.

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