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Tutti cantano "Bella ciao"

Recensione di: Bella ciao
18.04.2020
Da "La Stampa", Sandro Cappelletto su "Bella ciao" di Cesare Bermani

 «Tra  le montagne della Maiella, nelle campagne piemontesi e dell'Emilia, nei quartieri ebrei di Odessa, nei canti dei gitani, dove è nata Bella ciao? La musica è un'arte fertile, meticcia, si dona generosa, i soli confini che conosce sono quelli imposti dal gusto e dalla censura e dunque è difficile stabilire chi siano davvero il padre e la madre della canzone simbolo di riconquistata libertà più cantata nel mondo. In Bella ciao – Storia e fortuna di una canzone dalla resistenza italiana all'universalità delle resistenze (ed. Interlinea, pp. 96, € 10) Cesare Bermani – novarese, 83 anni, studioso della cultura popolare, creatore dell'archivio di Orta San Giulio – racconta gli intrecci delle donne, degli uomini, della storia che l'hanno creata. Raccoglie testimonianze, incrocia molte fonti, segue il cammino della sua protagonista prima e durante la guerra e la Resistenza, e da allora fino ai nostri anni quando Bella ciao, colonna sonora della serie televisiva La casa di carta, conosce un successo globale. "Non pare dubbio", scrive l'autore, "che uno o più canti partigiani sull'aria di Bella ciao abbiano conosciuto una certa diffusione in Abruzzo e in Emilia. Trattasi sempre di trasformazioni di Fior di tomba", canto già diffuso nell'Ottocento: protagonisti una ragazza, un promesso sposo condannato a morte, mentre nel testo già appare il fiore che spunterà sulla sua tomba. A Torino si cantava all'inizio degli anni Venti una canzone sull'aria di Bella ciao di cui la madre di Bermani ricordava i primi versi: "Alla mattina appena alzata / ho incontrato il mio amor". La partigiana Maria Giulia Cardini ascoltava una canzone sull'aria di Bella ciao nel giugno 1944, mentre si trovava in prigione alle Nuove di Torino. I partigiani della brigata Maiella cantano un inno sulla stessa melodia, con parole diverse; negli inverni del 1943 e 1944, risalendo la penisola con l'VIII Armata britannica, si incontrano con partigiani emiliani che intonano il testo oggi considerato ufficiale»

Bella ciao

Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze

di Cesare Bermani

editore: Interlinea

pagine: 96

Ormai Bella ciao è tornata a essere una canzone dei giovani e circola anche all’estero, grazie alla serie Netflix La casa di carta e ai cori delle piazze invase dalle “sardine”. Ma le sue origini sono a lungo rimaste sconosciute, con vere e proprie fake news che negano il suo legame con la lotta partigiana. Il maggiore storico della cultura orale, Cesare Bermani, ricostruisce l’avventura di questo canto popolare «così amato da chi vuole la libertà».

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