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"Vergine luna" nella preghiera e nella poesia

Recensione di: Vergine Luna
22.05.2020
 Da "Novara oggi", su "Vergine luna" di Anna Maria D'Ambrosio

« "Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, / Silenziosa luna?" Nell'atto dello scrivere a chi si rivolge il poeta? E a chi si rivolge il fedele in preghiera? Sono le domande che si pone la scrittrice e docente novarese Anna Maria D'Ambro sio nel nuovo libro "Vergine luna, Il tu nella poesia e nella preghiera" pubblicato da Interlinea. Un itinerario alla ricerca del vero interlocutore nella poesia (da Leopardi a Emily Dickinson, da Rilke ad Antonia Pozzi) e nella preghiera (dai Salmi al Padre nostro, dalla lauda alle Confessioni di sant 'Agostino e al "Tu " dei mistici, fino all'apostrofe irriverente di Baudelaire all'"ipocrita lettore, mio simile, fratello!"), un interlocutore assente, che rappresenta l'Altro rispetto a l l'io. [...] Liricità e preghiera custodiscono in nuce la nostalgia per una dimensione superiore d e l l'essere, quindi in un certo senso tutte e due guardano indietro a un'armonia perduta. La lirica piange il destino caduco dell'uomo, il tempo che passa e consuma ogni cosa; per mezzo della parola creatrice cerca di trattenere la vita. La preghiera si esprime a partire dalla consapevolezza della precarietà, la sua parola spera di stabilire un contatto con la trascendenza. Lirica e preghiera presentano una forma dialogica, manifestando il desiderio di comunicare e il conseguente bisogno di un interlocutore". »

Vergine Luna

Il tu nella poesia e nella preghiera

di Anna Maria D'Ambrosio

editore: Interlinea

pagine: 152

«Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai, / Silenziosa luna?» Nell’atto dello scrivere a chi si rivolge il poeta? E a chi si rivolge il fedele in preghiera? Entrambi parlano a un “tu” che non hanno davanti a sé, quindi di fatto a un interlocutore assente, che rappresenta l’Altro rispetto all’io. Le pagine di questo libro, Vergine luna di Anna Maria D'Ambrosio, accompagnano in un itinerario affascinante alla ricerca del vero interlocutore nella poesia (da Leopardi a Emily Dickinson, da Rilke ad Antonia Pozzi) e nella preghiera (dai Salmi al Padre nostro, dalla lauda alle Confessioni di sant’Agostino e al “Tu” dei mistici, fino all’apostrofe irriverente di Baudelaire all’«ipocrita lettore, mio simile, fratello!»).«La rassegna proposta deriva da una lettura trasversale di poesie e preghiere alla ricerca dell’interlocutore, al fine di giungere a uno schema interpretativo applicabile a una serie illimitata di testi. Le liriche e le preghiere scelte configurano un campo di indagine non esaustiva ma rappresentativa del discorso lirico e della preghiera. Da segnalare il diverso atteggiamento nei confronti dell’ipotetico interlocutore: la preghiera ha fede in lui, la poesia lo ricerca trovandolo, di volta in volta, nei soggetti più disparati» (Anna Maria D'Ambrosio).

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