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Vino, da Borgo all'Argentina

Recensione di: Vino amaro
17.10.2019
"Corriere di Novara" su Vino amaro di Maria Josefina Cerutti

«Vino amaro, storia di emigrazione e dittatura scritto da Maria Josefma Cerutti i cui avi, originari della frazione Santa Croce di Borgomanero emigrarono in Argentina dove fecero fortuna come produttori vinicoli. Questo almeno sino al 1977 quando durante il golpe che sconvolse il Paese, il nonno della scrittrice Victorio e suo genero furono brutalmente eliminati non prima di essere costretti a cedere le loro proprietà ad una società riconducibile alla Giunta Militare. A presentare il libro assieme al presidente della Fondazione Marazza, Giovanni Tim'vella, il direttore Giovanni Cerutti, cugino dell'autrice.»

Vino amaro

Una storia di emigrazione e dittatura

di Maria Josefina Cerutti

editore: Interlinea

pagine: 196

Una storia emblematica sull’emigrazione e sull’ingiustizia della dittatura argentina. Il romanzo autobiografico prende avvio da rapimento, scomparsa e uccisione del nonno dell’autrice, alla cui famiglia la dittatura sottrasse la casa assieme a tutti i vigneti. La vicenda, tra passioni e dolori, è raccontata in prima persona con gli occhi di una testimone della tragedia collettiva vissuta dall’Argentina di quegli anni, ma è anche una storia italiana che racconta chi erano e come vivevano i nostri emigrati, che fondarono l’ancora fiorente industria argentina del Malbec.

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