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Emilio Jona

Emilio Jona
autore
Interlinea

Emilio Jona (Biella 1927) ha diviso la sua lunga vita tra il lavoro d’avvocato nell’antico studio di famiglia, le scienze umanistiche e la scrittura letteraria. Tra i molti suoi articoli e studi sull’oralità popolare (ha dedicato una particolare attenzione al canto politico e sociale ed è stato tra i fondatori del gruppo di Cantacronache nel 1958), si possono ricordare: Le canzonette che fecero l’Italia (Longanesi, Milano 1962) e, in collaborazione, Le canzoni della cattiva coscienza (Bompiani, Milano 1964), Cantacronache. Un’avventura politico-musicale degli anni cinquanta (Paravia, Torino 1995), Senti le rane che cantano. Canti e vissuti della risaia (Donzelli, Roma 2005, premio Nigra 2006), Senti il rombo del cannone. La grande guerra e il canto popolare (Neri Pozza, Vicenza 2018), Costantino Nigra. I canti popolari del Piemonte (Einaudi, Torino 2009-Neri Pozza, Vicenza 2019). Ha realizzato libretti d’opera per vari musicisti italiani; ha scritto, in collaborazione, testi per la radio e per il teatro, tra i quali: Il 29 luglio del 1900 (premio Riccione 1972), Per uso di memoria (per il Maggio musicale fiorentino, 1972). Ha pubblicato romanzi e racconti, tra i quali: Inverni alti (Amicucci, Padova 1959-Interlinea, Novara 2005), L’aringa (Scheiwiller, Milano 1984), Il celeste scolaro (Neri Pozza, Vicenza 1917, finalista al premio Bottari Lattes 2017), Il Fregio della vita (Neri Pozza, Vicenza 2019). Dagli anni 1948 ad oggi ha prestato una costante attenzione alla scrittura poetica, pubblicando, presso Mondadori, Tempo di vivere (1954) e, con All’insegna del pesce d’oro di Vanni Scheiwiller, La cattura dello splendore (1998) (finalista al premio Viareggio 1998, premio Catanzaro di poesia 1999).

Titoli dell'autore

Il non più possibile fruscio degli anni

di Emilio Jona

editore: Interlinea

pagine: 176

Un itinerario poetico della senilità, privo di smarrimenti e stanchezze, ricco di saggezza e meraviglia, fitto di paesaggi, illusioni, persone, affetti, indignazioni di un presente che è anche memoria pertinente di un passato, forza attiva, e non occasionale ornamento della nostalgia: «è una piccola impresa che intrica / le ore della vecchiaia / impudica, che al fondo / al fondo contiguo e fedele / ha l’inferno / che non chiude la porta / a un paradiso crudele».

Inverni alti

di Emilio Jona

editore: Interlinea

pagine: 152

Una delle rappresentazioni più limpide e pure della letteratura resistenziale.
 

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