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Silvia Venuti

Silvia Venuti
autore
Interlinea
Silvia Venuti, poetessa e pittrice, è nata a Varese, dove attualmente vive, e ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Ha esposto, con personali, in suggestivi spazi come la sagrestia del Bramante in Santa Maria delle Grazie a Milano (2005), il Museo del Tesoro della basilica di San Francesco ad Assisi (2008), la chiesa di Sant’Angelo a Milano (2010), la Sala Veratti, Musei Civici di Varese (2012), la chiesa di San Martino a Como (2015) per la qualità spirituale del suo lavoro che, attraversando il paesaggio, la figura umana e la parola poetica e sacra, rivela una forte connotazione letteraria volta al trascendente. 
Con le Edizioni del Leone (Spinea) ha pubblicato Allieva della vita (1999), Le parole necessarie (2002), Nelle ragioni della vita (2005), con Moretti&Vitali (Bergamo), Oltre il quotidiano (2009) (premio Mirella Cultura Pontedilegno 2010, finalista premio Mario Luzi, semifinalista premio Camaiore) e con Interlinea (Novara) La visione assorta (2012) (premio Rodolfo Valentino-Sogni a occhi aperti, 2013, premio Camposampiero, 2014) .
Hanno prefato le sue raccolte Silvio Raffo, Paolo Ruffilli, Giorgio Bárberi Squarotti, Giancarlo Pontiggia, Tomaso Kemeny e scritto le motivazioni dei principali premi Giuseppe Conte e Alessandro Rivali. 
Con le edizioni del Pulcino Elefante (Osnago) ha pubblicato, inoltre, le plaquette Nel Labirinto (2002), Cielo e terra (2006) e Il senso della vita (2016) e con la Giacomo Lodetti Editore (Milano) Siamo stati foglie (2016). Ha raccolto un’antologia del suo lavoro poetico e pittorico nel volume I giardini dell’anima, a cura di Rossana Bossaglia (Giorgio Mondadori, Milano 2007) e nel volume La sacralità naturale (Eupalino, Milano 2008) (selezione Premio Tassoni, 2009). 
È presente in numerose antologie tra le quali Isola della poesia, a cura di Marco Nereo Rotelli (Convegno, Cremona 2003); Chi ha paura della Bellezza?, a cura di Tomaso Kemeny (Arcipelago, Milano 2010); La nascita della quarta Grazia, a cura di Tomaso Kemeny (Arcipelago, Milano 2013); Luci e ombre mito moderniste (AttiniArte, edizione limitata e numerata, Torino 2013); Poesia mitomodernista oggi per un nuovo romanticismo (Edizioni Antonio Attini, Torino 2014); Lettura di testi di autori contemporanei, di Nazario Pardini (The writer Editions, Milano 2014); Antologia n .8, Il paradosso di Teseo, introduzione di Donato Di Stasi (Fermenti, Milano 2014); Poeti a Varese, Nuova Presenza 3 (NEM, Varese 2014); 42 Voci per la Pace (Nomòs, Brezzo di Bedero 2015); Luci e ombre mito moderniste (AttiniArte, edizione limitata e numerata, Torino 2015); Antologia n.11, Inquiete indolenze, introduzione di Raffaele Piazza (Fermenti, 2017); Antologia Letteraria Il Litorale (Grafiche Ancora di Viareggio, 2018); Antologia Letteraria Premio Internazionale Metropoli di Torino (2018); Cento Poesie d’Amore (Ibiskos Ulivieri, 2018); Antologia del Premio di Poesia Religiosa “Camposampiero” 2000-2016. La spiritualità del nuovo millennio (Edizioni Mediagraf, 2018); Lunario di desideri a cura di Vincenzo Guarracino (De Felice Edizioni, 2019)Antologia Premio AlberoAndronico, (2019).
Il 17 marzo 2011 ha partecipato all’azione poetica mito modernista I mille sul colle dell’Infinito ideata da Tomaso Kemeny a Recanati. 
Giornalista e critica d’arte, è stata presidente del Comitato della Società Dante Alighieri di Varese, dopo averlo ricostituito, dal 2002 al 2011. Ha curato dal 2002 al 2007 la rassegna di poesia Quando la poesia diventa scrittura alla libreria Hoepli di Milano. 
È co-fondatrice dell’Associazione per l’arte Le stelle di Brescia. È socia del PenClub italiano, della Società delle belle arti ed esposizione permanente di Milano e del Comité National Monégasque dell’AIAP UNESCO.

Libri dell'autore

Sulla soglia della trasparenza

di Silvia Venuti

editore: Interlinea

pagine: 128

Già il titolo che l'autrice ha voluto dare a questo poemetto, "Sulla soglia della trasparenza", indica il senso della sua rice

La visione assorta

di Silvia Venuti

editore: Interlinea

pagine: 128

La poesia di Silvia Venuti è traducibile nell'immagine di «una mimosa piena di vento», nel frammento, cioè, di una natura rapsodica disposta alle folate immense dell'anima del mondo. Si tratta di versi che si coagulano in brevi sospiri sul confine profondo che separa il sogno dalla veglia, i segreti dell'infanzia, ovvero gli enigmi delle origini, dalla maturità. La poetessa onora i momenti eccezionali in cui la bellezza si rivela crescere da semi di silenzio e di solitudine, fuggendo al caos informe che minaccia l'esistenza di un mondo ideale. I versi custodiscono barlumi di verità, balenii di figure delicate come i fiori più pudichi dal profumo che evoca i segreti dell'infanzia perduti nel grande mistero dell'essere.  
 

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