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Addio Novara bella

10.01.2020
Da "Il Ponte rosso", Fulvio Senardi su "Il fantasma del palazzo e altri racconti" di Renzo S. Crivelli

«La magia di queste pagine promana dalla capacità di evocare, con una scrittura suggestiva quanto precisa nei dettagli, ambienti, luoghi, personaggi (questi ultimi descritti con cura quasi dickensiana), facendoci partecipi di uno specifico luogo
di ricordo (e di mito), le terre dove l’autore ha trascorso l’infanzia, la giovinezza, e la prima parte della sua vita di uomo adulto, prima che il destino lo scagliasse nel mondo fino a questo nostro angolino d’Italia in cui, nonostante gli spigoli del carattere locale e le asprezze del dialetto, ritengo, con buone ragioni, si sia felicemente ambientato. In effetti la vasta pianura di risaie, tra Novara e Vercelli, che si allaga di un velo d’acqua trasformando il terreno in una placida distesa di mare, iridato dai puntini verdi delle piantine che crescono e, un po’ più a nord, la splendida serie di laghi scintillanti di luce, d’Orta, Maggiore e di Lugano, e dietro ancora, le imponenti catene di montagne, creano un ambiente naturale di rara bellezza, ed è qui che Crivelli, quasi per un omaggio alla sua terra, muove le pedine delle storie».

Il fantasma del palazzo e altri racconti

di Renzo S. Crivelli

editore: Interlinea

pagine: 192

Presente e passato s’inseguono in queste storie tra sentimenti, mistero, spiritualità e introspezione che indagano il trascorrere del tempo in un microcosmo collocato nel Piemonte Orientale, da Novara ai laghi d’Orta e Maggiore fino all’Ossola. In un mondo in cui il passato è sempre in agguato, con i suoi insegnamenti e le sue premonizioni, tra fantasmi benigni e vendette postume, burle colossali e vicende d’amore impossibili, fanno capolino personaggi di oggi e di ieri, reali e storici, persino mitologici: dalla Sibilla Cumana a Petronio, da fra Dolcino e Margherita a Abelardo e Eloisa, al monaco Guglielmo da Volpiano e fino a Cicerone. La memoria riesce a mutare il rapporto fra realtà e sogno, dà nuova vita e luce a fatti scomparsi o perduti, facendo affiorare anche cose che sono state volutamente negate e allontanate da noi. E soprattutto emergono il luccichio delle acque del lago, il fascino di un monastero silenzioso, la pianura con le cascine e i personaggi da osteria, la montagna con i panorami da pittori, in una narrazione lirica che è un omaggio dell’autore, Renzo S. Crivelli, al territorio novarese natio.

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