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Andromaca in Nigeria

Recensione di: Stupro di guerra
10.05.2020
Da "La Lettura", Franco Manzoni su "Stupro di guerra" di Mariastella Eisenberg


«Da sempre il corpo di una donna è  usato come campo di battaglia. Un'arma ancestrale di dominio. Lo testmonia Mariastella Eisenberg (Napoli, 1944) che canta una disperazione impotente. Nel poemetto Stupro di guerra (Interlinea, pp.72, euro 14) piangono il loro comune destino Andromaca, schiava degli Achei, e la nigeriana Amina, rapita nel 2014 dai miliziani islamisti di  Boko Haram.»

Stupro di guerra

di Mariastella Eisenberg

editore: Interlinea

pagine: 72

Lo stupro di guerra è arma antica che continua ad essere usata sotto ogni cielo e con continuità, vittime le donne, e non solo; soprattutto non una sola volta, perché il frutto della violenza le costringe a negarsi come madri diventando matrigne della propria carne. Questo è, forse, l’aspetto più atroce della violenza subita, rivederla continuamente nell’innocenza dei figli partoriti, incolpevoli e colpevoli di esistere. Ecco il tema del libro di Mariastella Eisenberg, declinato nell’antichità attraverso Andromaca, già sposa di Ettore e madre di Astianatte, e poi come schiava di Pirro madre di Molosso; fino ai giorni nostri attraverso Amina, vittima di Boko Haram e madre anch’ella di una bambina senza nome.    

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