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Bella ciao, il canto universale della libertà

Recensione di: Bella ciao
25.04.2020
Da "Left", Antonella De Palma su "Bella ciao" di Cesare Bermani

«Alla base di tutto un canto epico-lirico che ebbe in diffusione in buona parte dell'Europa e che Costantino Nigra, alla fine dell'Ottocento, catalogò come "Fior di tomba II". Il viaggio del fiore dalla tomba della bella morta per amore al fiore del partigiano morto per la libertà è oggi, finalmente, raccontato con molti documenti e testimonianze, da Cesare Bermani, storico e autore di una lunga ricerca sul campo delle origini e della diffusione del canto.Il libro, in libreria dal 4 maggio, pubblicato dalla casa editrice Interlinea di Novara, s'intitola Bella ciao. Storia e fortuna di una canzone, dalla Resistenza italiana all'universalità delle resistenze.»

Bella ciao

Storia e fortuna di una canzone: dalla resistenza italiana all’universalità delle resistenze

di Cesare Bermani

editore: Interlinea

pagine: 96

Ormai Bella ciao è tornata a essere una canzone dei giovani e circola anche all’estero, grazie alla serie Netflix La casa di carta e ai cori delle piazze invase dalle “sardine”. Ma le sue origini sono a lungo rimaste sconosciute, con vere e proprie fake news che negano il suo legame con la lotta partigiana. Il maggiore storico della cultura orale, Cesare Bermani, ricostruisce l’avventura di questo canto popolare «così amato da chi vuole la libertà».

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