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Clemente Rebora e tutta la poesia dei Canti Anonim

Recensione di: Canti anonimi
27.10.2022
Canti anonimi Da "Bresciaoggi", su Canti anonimi di Clemente Rebora

«È di Clemente Rebora che si parlerà durante la conversazione attorno ai Canti Anonimi del celebre poeta novecentesco. Avviluppati fra le rime, incuneati tra i versi,i temi che hanno increspato e ferito la sua esistenza: l'incombere di un "assoluto" che "dolorosamente s'incrosta nella storia sprigionando contrasti, solitudine, incomunicabilità" ; la pura bellezza delle vite semplici " Risorge la tua cara vita / dove più va smarrita / o Carlo, contadino/ di un solco che è sentiero / per le tèrree nostre notti. / E ti vedo levar come il mattino / in verecondia gli occhi / consacrando il pensiero / al semplice elemento, / mentre è bello il silenzio a te vicino"».

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Canti anonimi

di Clemente Rebora

editore: Interlinea

pagine: 264

«Dall’imagine tesa / Vigilo l’istante / Con imminenza di attesa – / E non aspetto nessuno» sono i versi di chi è in ansia aspettando qualcuno e qualcosa: forse la donna amata, forse la conversione. Clemente Rebora, dopo l’annichilimento e la strage della Grande Guerra, scrive questi Canti anonimi perché vuole cercare, nel donarsi anonimo agli altri, una ragione per continuare a vivere, per ripartire, per trovare prima o poi chi «Verrà, se resisto / A sbocciare non visto, / Verrà d’improvviso, / Quando meno l’avverto». Per la prima volta un’edizione commentata di un libro fondamentale tra le due guerre.

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