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Felicità e altri sogni, dentro la bolla della Generazione Z

Recensione di: Ascoltami
18.03.2021
Da "Il Secolo XIX", Roberto Onofrio su libro Ascoltami. La generazione Z e il dialogo con il mondo adulto di Fulvia Guazzone

«Ora lo pensano, lo dicono, lo auspicano tutti: ascoltiamoli. Ascoltiamo questi ragazzi che sono finiti di colpo in mezzo a un mondo straniato da una pandemia impensabile, imprevedibile fino a un anno fa e che invece ha finito per insinuarsi stabilmente nella nostra quotidianità. Proviamo a capire, a comprendere quali sono gli effetti dei vincoli, dei divieti, delle distanze, della solitudine, della privazione di baci e abbracci che scandiscono da sempre l'adolescenza di tutti, in qualunque parte del mondo, e che hanno travolto in questi mesi i nostri figli, i nostri giovani con effetti psicologicamente destabilizzanti che sono ancora tutti da scoprire, da verificare, da catalogare».

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Ascoltami

La generazione Z e il dialogo con il mondo adulto

di Fulvia Guazzone

editore: Interlinea

pagine: 120

Una finestra, non filtrata dal punto di vista adulto, sul mondo dei giovani, la cosiddetta generazione Z. Una testimonianza e un’indagine sulla base dell’esperienza del FestivaldeiGiovani® creato dall’autrice e della piattaforma social NoiSiamoFuturo®. Una chiave attraverso cui gli adulti possono, in una dimensione di dialogo, ascoltare i figli, evitando i giudizi affrettati e gli atteggiamenti paternalistici, per renderli attivi protagonisti delle proprie scelte e del proprio futuro. Perché i ragazzi «hanno storie da raccontare, opinioni da esprimere, e sogni da colorare».Un brano del libro:«Quante storie sono racchiuse in quei silenzi, in quegli sguardi un po’ sfuggenti, talvolta difficili da afferrare. Molti adulti rimproverano ai giovani di non saper dialogare: non solo tra di loro, coetanei, ma proprio con gli adulti, genitori o insegnanti o altro che siano. E sono esasperati dalla laconicità dei giovani, urtati dalla loro indifferenza, preoccupati dalla loro mancanza di entusiasmo e di passioni. A volte sono perfino impauriti dalle loro reazioni aggressive, tanto brevi quanto violente.Ma cosa c’è sotto questa superficie? Direi un urgente, prorompente desiderio di essere ascoltati, e ancora prima interpellati, infine capiti. Nei modi giusti, nei loro modi, è ovvio. Usando anche il loro linguaggio, rispettando i loro tempi».

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